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Referendum, il Partito Democratico si schiera a favore del sì

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La scelta di appoggiare il sì di Nicola Zingaretti è stato un passaggio tutt’altro che indolore per il Partito Democratico.

Partito Democratico
Si rafforza l’alleanza tra PD e Movimento 5 Stelle.

La direzione del Partito Democratico si è espressa a favore della proposta di Nicola Zingaretti, quest’ultimi infatti si sono espressi a favore del sì.

I voti a favore della relazione di Zingaretti sono stati più di 200

La scelta di approvare e supportare il piano di Zingaretti per il taglio dei parlamentari nel referendum del prossimo 20 settembre non è stato del tutto indolore per il Dem. Molti, infatti, avrebbero mantenuto le proprie opinioni riguardo i pro ed i contro della proposta.

I voti favorevoli sarebbero stati 188, con 18 contrari e 8 astenuti. Inoltre, sarebbero 11 quelli che non hanno partecipato al voto. Inoltre, in maniera separata, è stata votata la relazione di Zingaretti la quale ha raccolto ben 213 voti a favore con solo una persona che si è astenuta dal giudizio ed altri 6 che non hanno partecipato al voto.

Ne esce rafforzata l’alleanza tra Partito Democrati e M5S

Una votazione che in ogni caso rafforza l’alleanza nata con il Movimento 5 Stelle con la speranza che quest’ultimi possano ricambiare il favore al PD. Quest’ultimo, infatti, cercherebbe supporto per apportare modifiche al Decreto Salvini, all’utilizzo delle risorse del Mes e al cammino delle riforme.

“Mentre propongo il Sì dico che dobbiamo respingere le motivazioni banali che il taglio del numero dei parlamentari farebbe risparmiare soldi allo Stato.”

Queste alcune delle parole trascritte da Zingaretti all’interno della sua relazione.

Inoltre, quest’ultimo ha dichiarato di avere in programma altre riforme che seguiranno il taglio dei parlamentari. Intanto a favore del No sono molteplici le personalità di spicco, anche se Zingaretti ha definito la loro posizione più che legittima. Tra i promotori del no infatti troviamo: Gianni Cuperlo, Brando Benifei, Luigi Zanda, e, tra le minoranze, l’area dei “giovani turchi” di Matteo Orfini, o Tommaso Nannicini.