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Referendum 2020: cosa cambia davvero con la vittoria del sì

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Tutto quello che c’è da sapere sulla vittoria del sì al Referendum costituzionale.

Referendum
Il taglio dei parlamentari entrerà in atto nel 2023 (Foto di Stretto Web).

Grazie alla vittoria del sì, all’interno del parlamento italiano avverranno all’incirca 600 tagli.

Saranno circa 600 i senatori tagliati via dal Parlamento

Una cifra che smuove nettamente i precedenti 945 componenti del Parlamento (esclusi i senatori a vita). Nonostante, quindi, una netta vittoria del sì, il referendum diventerà attivo solamente nel 2023 con la stesura di una nuova legislatura, salvo avere delle elezioni anticipate.

Nel frattempo toccherà al Parlamento approvare una nuova legge elettorale sulla base dei nuovi collegi. Proprio in queste ore è sotto l’esame della Camera un testo che propone il ritorno al sistema proporzionale con uno sbarramento al cinque per cento e il diritto di tribuna per le formazioni politiche più piccole.

Infatti, anche se il Parlamento non approvasse una legge elettorale la riforma costituzionale, salvo alcuni casi eccezionali, viene applicata immediatamente. Successivamente al voto degli elettori, inoltre, il governo ha 60 giorni per adottare un decreto legislativo che ridisegna i collegi elettorali.

I collegi per il Senato su base Regionale scenderanno da 7 a 3

La Riforma, in ogni caso, prevede uno stravolgimento dei collegi per il Senato su base regionale, i quali scenderanno da sette a solamente 3. Alcune eccezioni, inoltre, sono rappresentate da Valle D’Aosta e Molise, rispettivamente con uno e due seggi.

Le Province di Trento e Bolzano, infine, avranno 3 seggi ciascuno. Le Regioni maggiormente danneggiate dall’operazione sono senza dubbio Umbria e Basilicata le quali perdono il 57,1% della rappresentanza passando da sette a tre seggi.

Ci sono, dunque, ancora diverse riforme da varare e modificare in seguito all’esito del Referendum, ad esempio, bisognerà rivedere il metodo di elezione per il prossimo Presidente della Repubblica.