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Reddito dei ministri, Conte guadagna un milione in meno rispetto allo scorso anno

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Tra i ministri più pagati, invece, spicca Luciana Lamorgese con i suoi 230.357 euro lordi.

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Il terzo più pagato risulterebbe essere il ministro dei beni culturali.

Questo mese sono uscite in Parlamento le dichiarazioni dei redditi 2020. All’interno di quest’ultima, oltre ai molteplici ministri, spicca anche il nome dell’attuale premier Giuseppe Conte.

Nel 2019 Conte avrebbe preso 1.207.391 euro

Per quanto riguarda il leader del governo, inoltre, l’uomo avrebbe perso in questo 2020 oltre un milione di euro. Durante la scorsa annata, infatti, Conte avrebbe dichiarato un reddito di 1.207.391 euro.

Mentre quest’anno la cifra presentata sarebbe di “soli” 205.048 euro. Nonostante il premier abbia giustificato il reddito dello scorso anno “gonfiato” da vecchie parcelle è sotto gli occhi di tutti un’enorme differenza fra le entrate.

Nello specifico sui 205.048 euro dichiarati sono poco più di 61mila le tasse, per via di un’aliquota del 29,9% legata a deduzioni del 22,7%. Inoltre, il sospetto è che Conte abbia continuato a svolgere la propria attività da avvocato e per questo motivo risulterebbe un reddito così alto.

Conte però non sarebbe il più pagato al governo, il primo posto, infatti, sarebbe occupato della ministra dell’interno Luciana Lamorgese. Quest’ultima, infatti, in un anno avrebbe preso 230.357 euro lordi.

Passando al resto dei ministri del governo, al terzo posto dei più pagati troviamo il ministro dei beni culturali Dario Franceschini con quasi 100mila euro in meno della Lamorgese.

Sulla stessa cifra, 100mila euro, inoltre, si assesterebbero le entrate di tutti gli altri ministri. Per quanto riguarda il ministro meno pagato, quest’ultimo risulterebbe essere Vincenzo Amendola.

Alcuni ancora non avrebbero effettuato la dichiarazione dei redditi

Nonostante i numerosi dati appresi all’appello però mancherebbero alcuni ministri, ad esempio, Roberto Gualtieri il quale non avrebbe ancora presentato la dichiarazione dei redditi alla Camera e al Senato.