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Reddito di Emergenza, quale sarà il suo futuro?

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Con la formazione del governo guidato da Mario Draghi la situazione del reddito d’emergenza potrebbe variare.

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Il Rem potrebbe essere inglobato nel reddito di cittadinanza.

Sono molti i dubbi attorno al reddito di emergenza che potrebbe subire delle modifiche in vista della formazione del governo targato Mario Draghi. Il timore, infatti, è che con la fine del Conte bis possano terminare anche le misure emergenziali di sostegno.

Le misure indotte durante la pandemia scompariranno

A quanto sembra, quindi, il reddito di emergenza, così come i buoni Inps da mille euro sono destinati a scomparire. Prima di lasciarci del tutto però, almeno altre due rate delle predette iniziative dovrebbero essere inserite nel Decreto Ristori 5.

Draghi sembra non poter elargire nuovi fondi alla popolazione

Nonostante Mario Draghi non possegga ancora i numeri per salire al governo sembra, ad oggi, improbabile che qualcuno ostacoli la formazione del suo esecutivo. Sembra quindi scontato che l’ex Presidente della BCE salga al potere.

Draghi, inoltre, nonostante non sia contrario all’erogazione di sussidi, al momento sembra non poter elargire nuovi ristori alla popolazione. Per questo motivo le iniziative nate durante la pandemia, come il già citato reddito di emergenza, sono destinate ad estinguersi.

La situazione di difficoltà economica degli italiani però non sembra migliorare con la crisi sanitaria che ha ulteriormente accentuato la crisi. Per questo, in caso di un governo Draghi supportato dal Movimento 5 Stelle, si starebbe pensando ad un intervento sul reddito di cittadinanza.

Quest’ultimo, infatti, dovrebbe assimilare anche il Rem. Non solo il Rdc si slegherebbe dal mondo del lavoro diventando a tutti gli effetti un supporto alla lotta alla povertà. Andrebbero quindi ad aumentare le persone che potrebbero beneficiare del reddito di cittadinanza.

Infine, sembra destinato ad aumentare anche l’importo concesso dal sussidio. Per quanto riguarda la crisi del lavoro, invece, verranno prese in considerazione direttamente manovre politiche più attive.