Home News Reddito di Cittadinanza 2021: cos’è e cosa cambierà?

Reddito di Cittadinanza 2021: cos’è e cosa cambierà?

CONDIVIDI

Reddito di Cittadinanza, un vero ammortizzatore sociale durante l’emergenza Covid-19

In questa fase di emergenza Covid-19 il Reddito di Cittadinanza ha funzionato come un vero e proprio ammortizzatore sociale e, adesso, per l’anno 2021 cosa cambierà?

Il Reddito di Cittadinanza è un sostegno di natura economica ad integrazione dei redditi familiari. Si tratta di una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale.

I beneficiari del Reddito di Cittadinanza sono protagonisti assoluti di un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale.

Il Reddito di Cittadinanza spetta ai cittadini italiani o europei residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa.

Inoltre, per essere beneficiari del Reddito di Cittadinanza bisogna rispettare determinati requisiti reddituali e patrimoniali:

  • possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui;
  • avere un patrimonio finanziario non superiore a 6 mila euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso;
  • avere un reddito familiare inferiore a 6 mila euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia reddituale è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in un immobile in affitto.

Reddito di Cittadinanza: cosa potrebbe cambiare nel 2021?

Il Reddito di cittadinanza potrebbe avere necessità di una revisione alla luce del profondo mutamento della situazione economica e sociale cagionato dall’emergenza Covid-19.

Il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, auspica una più ampia riforma del Reddito di cittadinanza

“per fronteggiare strutturalmente l’aumento della povertà, una riforma strutturale”.

È necessario uno strumento più reattivo ed accrescere il ruolo dei Comuni, che sono capaci di intercettare più velocemente i bisogni.

Lo stesso Misiani spiega che è necessario correggere alcune disfunzioni, come la scala di equivalenza che oggi penalizza i nuclei familiari numerosi.

Pertanto, il Reddito di cittadinanza dovrebbe rimanere in vigore almeno per tutto il 2021, senza alcun rischio di essere cancellato o di subire modifiche sostanziali.