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Recovery Fund, Gentiloni: tra settembre e ottobre ci saranno le prime emissioni di debito comune europeo

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Recovery Fund, Gentiloni: primi 50 milioni Fondo Sure tra settembre e ottobre.

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“Tra fine settembre e inizio ottobre”

ci saranno le prime emissioni di debito comune europeo per reperire i

primi 50 mld del Fondo Sure che serve per finanziare la Cassa integrazione in alcuni Stati”.

È quanto ha riferito il Commissario UE agli Affari economici, Paolo Gentiloni, intervenendo a un evento online Symbola.

I pagamenti del massiccio stimolo al coronavirus approvato dai leader dell’Unione Europea inizieranno nella seconda metà del prossimo anno, secondo quanto riferito venerdì dal commissario per l’economia dell’Euroblocco, Paolo Gentiloni.

I paesi potrebbero utilizzare un decimo in previsione dell’approvazione del piano, tuttavia, Gentiloni ha dichiarato in un’intervista al quotidiano italiano La Repubblica, aggiungendo che il blocco dovrebbe approvare nuove risorse, come l’imposta digitale e l’imposta sul CO2, per rimborsare il comune debito tra il 2026 e il 2056.

“Altrimenti, i singoli paesi si troveranno a dover rimborsare i soldi perché l’Europa non è stata in grado di rimborsare il debito comune”,

sottolinea lo stesso Gentiloni.

“Sul fronte economico da un lato c’è “un clima di incertezza, dall’altro abbiamo deciso di dotare Ue di un debito comune, quindi la Commissione andrà nei prossimi mesi nei mercati finanziari per raccogliere 8-900 miliardi sommando i diversi strumenti”,

ha riferito Gentiloni.

L’Unione Europea

“diventerà il principale emettitore dei titoli di debito in euro, sarà carta pregiata, la Commissione ha una tripla A”.

Si tratta

“di un evento straordinario molto complesso, abbiamo una fase di approvazione da parte dei Parlamenti nazionali che sarà una fase impegnativa”.

Recovery Fund, pieno sostegno da parte di Luca Jahier

Alla presenza del Commissario Paolo Gentiloni, il Presidente del CESE Luca Jahier esprime pieno sostegno al pacchetto di recupero della Commissione COVID-19 alla vigilia del vertice UE

“make-or-break”: “Che non ci siano backtracking”.

Il presidente Jahier ha espresso critiche per la recente proposta del Consiglio dell’UE di conferire ai governi nazionali il potere di porre il veto ai programmi di riforma di un paese nell’ambito del pacchetto.

In un dibattito con il commissario economico Paolo Gentiloni in occasione della plenaria del CESE, Jahier ha affermato che l’intero comitato è dietro alla Commissione europea.

Jahier ha affermato che la Commissione ha affrontato le sfide della crisi di Covid-19, in primo luogo con le prime misure adottate per rinunciare al deficit di bilancio e alle norme sugli aiuti di Stato e successivamente con il pacchetto UE Next Generation proposto, mobilitando circa 5 trilioni di EUR, approssimativamente equivalente a cinque volte il piano Marshall, per contrastare le enormi conseguenze della pandemia.