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Rapina nella gioielleria di Grinzane Cavour, Mario Roggero: “Temiamo ritorsioni, non siamo tranquilli”

Durante la rapina, avvenuta il 28 aprile scorso, erano molti sul colpo due malviventi, mentre un terzo era riuscito a dileguarsi.

rapina Grinzane Cavour

Mario Roggero, che è tornato a lavorare nella sua gioielleria, rischia l’accusa di omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa.

La rapina a Grinzane Cavour

Era il 28 aprile scorso quando 3 malviventi misero a segno una rapina nella gioielleria di proprietà di Mario Roggero, a Grinzane Cavour, provincia di Cuneo.

Il gioielliere, che si trovava nel negozio con moglie e figlia, venne minacciato con un coltello e una pistola, che si scoprì poi essere finta.

Roggero, già vittima di un’altra violenta rapina nel 2015, esplose diversi colpi di pistola, alcuni dei quali presero in pieno due dei tre malviventi, che morirono sul colpo.

Un terzo, rimasto lievemente ferito, riuscì a fuggire e venne arrestato qualche ora dopo. Le vittime sono Andrea Spinelli e Giuseppe Marazzino, il primo colpito al fianco destro, il secondo alle spalle.

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I timori di Mario Roggero

Il gioielliere, che dopo un mese da quel drammatico pomeriggio è tornato al suo lavoro, ha detto di temere ritorsioni da parte di chi conosceva i due malviventi che hanno perso la vita.

Roggero al momento risulta indagato per omicidio colposo ed eccesso di legittima difesa.

Secondo la ricostruzione fatta nelle scorse settimane dagli inquirenti, quando i rapinatori si sono dati alla fuga, Roggero li ha inseguiti ed ha esploso i colpi di pistola che li hanno uccisi. 

Come rilevato dai video di sorveglianza, infatti, il ferimento dei 3 malviventi è avvenuto fuori al negozio, nessun colpo è stato esploso all’interno.

Mario Roggero ha spiegato di non sentirsi tranquillo, soprattutto dopo che gli è stata sequestrata la pistola.

“Non viviamo sereni, temiamo delle ritorsioni. L’altra mattina, davanti alle vetrine sono arrivati due uomini con uno scooter nero e caschi integrali. Si sono fermati un po’, fino a quando non abbiamo chiamato i carabinieri. Un’altra volta, invece, una donna ha suonato il citofono di casa in piena notte. Sono episodi inquietanti, che non ci fanno stare tranquilli”

ha spiegato il gioielliere, già vittima di una violenta rapina nel 2015.

Il sostegno dei suoi compaesani

In una lunga intervista al quotidiano La Stampa, Mario Roggero ha spiegato di ricevere quotidianamente dimostrazioni di solidarietà da parte dei suoi concittadini e non solo.

“La solidarietà che mi hanno espresso i miei compaesani è straordinaria. E non solo loro. La gente viene e mi abbraccia. Arrivano nuovi clienti e comprano senza dire una parola, ma io capisco che lo fanno anche per darmi un sostegno. E poi ho ricevuto centinaia di lettere e messaggi da tutta Italia, un po’ tutti con lo stesso finale: “Non mollare, siamo al tuo fianco”

ha spiegato Roggero.

Un messaggio condiviso anche dal leader della Lega, Matteo Salvini, che da sempre si è schierato dalla parte del gioielliere. Sul suo profilo Twitter, il leader del carroccio ha pubblicato un messaggio d’incoraggiamento per Roggero.