Home Cronaca Propaganda Isis sul web, arrestato 38enne italiano: “Allah, grazie per il Covid”

Propaganda Isis sul web, arrestato 38enne italiano: “Allah, grazie per il Covid”

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Faceva propaganda all’Isis sulle piattaforme social: è per questo che un 38enne italiano, originario di Bari, è stato arrestato. L’uomo è accusato di istigazione a delinquere.

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I Carabinieri del Ros hanno arrestato il 38enne, residente a Milano, per aver istigato ad abbracciare il jihad, la guerra santa combattuta dall’Isis.

Propaganda social allo Stato islamico

I carabinieri dei Ros hanno arrestato un trentottenne italiano, originario di Bari e residente a Milano, per aver fatto propaganda all’Isis sul web.

L’uomo, che sui social si faceva chiamare Issa Ferrara, era radicalizzato dal 2015 ed era in contatto attraverso i social con altri estremisti.

Secondo le accuse, come riferisce anche La Nuova Ferrara, il 38enne istigava i propri interlocutori ad abbracciare la guerra santa combattuta dall’Isis. L’accusa ipotizzata nei suoi confronti è istigazione a delinquere aggravata dall’uso del mezzo telematico.

Le indagini hanno accertato che l’indagato fosse assiduamente impegnato nel diffondere il credo dell’autoproclamato Stato Islamico.

Le intercettazioni

Ad inchiodare il 38enne anche un’intercettazione avvenuta il 27 marzo scorso, durante la quale l’uomo ha commentato positivamente l’emergenza coronavirus.

“Il Covid è una cosa di Allah, una cosa positiva, perché la gente sta impazzendo e per i non musulmani tutto l’haram (le situazioni e comportamenti vietati dalla fede islamica) è difficile farlo”.

L’uomo ha utilizzato i social, soprattutto Facebook e la piattaforma “SoundCloud” per condividere immagini e documenti audio/video di esaltazione delle azioni violente dell’Isis.

Una propaganda caratterizzata da immagini di Bin Laden, Torri Gemelle, Al Bagdadi e  bambini armati.

L’uomo era riuscito ad inserirsi in un circuito relazionale particolarmente qualificato.

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, il 38enne, originario di Bari, era arrivato nel capoluogo lombardo nel 2011 e già 4 anni dopo era riuscito a raggiungere un buon livello di radicalizzazione estrema.

Ipotesi che trova conferma nelle intercettazioni e nei pedinamenti condotti dai Raggruppamenti operativi speciali di Milano.