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Presidenziali Usa, rivelazioni sul candidato Biden: “Sapeva tutto del figlio”

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Le presidenziali Usa sono in corso e le nuove rivelazioni sul candidato Biden potrebbero minare tutto il suo percorso.

Presidenziali Usa, rivelazioni sul candidato Biden: "Sapeva tutto del figlio"

Come da prassi ecco che ci sono rivelazioni sul candidato Biden che potrebbero interferire con le presidenziali Usa.

Le rivelazioni sul figlio di Biden

Mentre la pandemia da Coronavirus non ferma la sua corsa negli Stati Uniti, così anche le presidenziali seguono il loro corso tenendo fede a tutte le misure restrittive. In America tutti parlano della vicenda del pc portatile del figlio del candidato Biden e alcune dichiarazioni potrebbero suscitare non poche polemiche, visto il periodo di elezioni.

John Rarcliffe ha rilasciato una intervista a Fox Business e ha smentito quanto è stato affermato dal Presidente della Commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti. Schiff in queste ultime ore, infatti, aveva dichiarato che la vicenda legata al figlio di Biden e alle mail poteva essere una manovra di Mosca per fare in modo che le elezioni saltassero o venissero compromesse.

Ma Ratcliffe ha dichiarato:

“È buffo che quelli che lamentano di più sulla politicizzazione dell’intelligence siano quelli che lo fanno”

Come riportano i media internazionali e Il Tempo, Ratcliffe ha evidenziato che i servizi di intelligence non credono sia stata opera della Russia, proprio perché – afferma – non esiste alcuna informazione a sostegno della tesi:

” e non abbiamo condiviso alcuna informazione di intelligence con Schiff o altro membro del congresso”

La vicenda della mail del figlio di Biden

Una situazione molto delicata che è venuta a galla nel momento in cui il New York Post ha pubblicato l’articolo che sosteneva il fatto di queste mail presenti sul personal computer e che lo stesso Biden ne fosse a conoscenza. Il materiale al giornale di New York è stato consegnato dall’ex sindaco di New York Giuliani, oggi avvocato personale di Donald Trump.