Home Politica Presidente Mattarella sul caso Palamara: “No allo scioglimento”

Presidente Mattarella sul caso Palamara: “No allo scioglimento”

CONDIVIDI

Il Presidente Mattarella si è espresso in merito al caso Plamara. Secondo lui, è necessaria una riforma del Csm ma non si deve procedere allo scioglimento.

presidente mattarella

Il Presidente Mattarella ha anche affermato che sulla vicenda sono in corso dei procedimenti penali e disciplinari.

La nota

In una nota, il Presidente Sergio Mattarella si è pronunciato in merito al Csm che, sulla base della Costituzione, ha concluso il suo mandato a quattro anni dalla sua elezione. Un ipotetico scioglimento anticipato potrebbe essere possibile soltanto se il funzionamento corretto non potesse sussistere. Un esempio? Se venisse meno il numero legale dei componenti. In questo caso, il Presidente della Repubblica, dovrebbe convocare entro 30 giorni, elezioni nuove per l’organo nella sua interessa. Delle norme che, nel caso del Csm attuale, non sussistono.

Per questo motivo, la riforma dell’autogoverno spetterebbe alle Camere. Nella nota, come si evince da Repubblica, si legge:

“Se i partiti politici e i gruppi parlamentari sono favorevoli a un Consiglio superiore della magistratura formato in base a criteri nuovi e diversi, è necessario che predispongano e approvino in Parlamento una legge che lo preveda: questo compito non è affidato dalla Costituzione al presidente della Repubblica, ma al governo e al Parlamento”.

Il presidente deve rispettare la Costituzione

Un’azione del Presidente della Repubblica è contemplata soltanto se la sua azione rispetta ciò che si evince dalla Costituzione. Non esiste che il Consiglio Superiore della Magistratura possa essere sciolto in autonomia da una sua valutazione.

Per questo motivo, nel caso attuale, Mattarella ha deciso di chiamarsi fuori. I media hanno diffuso le chat dell’ex presidente Anm Palmara e, per questo motivo, il Parlamento sta pensando all’introduzione di un ballottaggio per l’elezione dei componenti. Per Mattarella, però, servirebbe una riforma che restituisca all’Ordine Giudiziario il lustro che aveva e che merita. Un ipotetico scioglimento del Csm potrebbe rallentare i procedimenti disciplinari dei magistrati incolpati.