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Ponte Morandi, arrestati Giovanni Castellucci ed altri dirigenti di Autostrade per L’Italia

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L’indagine sul Ponte Morandi riguarda le criticità delle barriere fonoassorbenti le quali sarebbero state difettose ed un rischio per la sicurezza stradale.

Ponte Morandi
Sarebbero almeno 6 le persone indagate nell’inchiesta.

Questa mattina sarebbe scattata un’operazione da parte dei militari della Guardia di Finanza. Quest’ultimi coordinati della locale Procura della Repubblica, dal procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio e dal pm Walter Cotugno avrebbero eseguito un’ordinanza di misura cautelare.

Sarebbero 6 in tutto le persone sottoposte all’ordinanza cautelare

La misura restrittiva sarebbe scattata nei confronti di 3 ex manager di punta, Giovanni Castellucci, Berti e Donferri Mitelli e 3 attuali dirigenti della Autostrade per L’Italia: Marigliani, Strazzullo e Miliani. Nello specifico sarebbero stati eseguiti 3 arresti domiciliari e 3 misure interdittive.

Nello specifico Giovanni Castellucci sarebbe stato l’amministratore delegato della predetta società sino allo scorso gennaio 2019 quando fu liquidato per una cifra che sfiorava i 13 milioni di euro. A sostituire l’uomo, inoltre, sarebbe stato Roberto Tomasi.

L’indagine, la quale è stata avviata più di un anno fa, riguarda soprattutto la criticità in termini di sicurezza delle barriere fonoassorbenti. Secondo la documentazione acquisita dagli inquirenti, infatti, le barriere di modello “Integautos” installate sulla rete autostradale del Ponte Morandi sarebbero state difettose.

I  manager sarebbero stati a conoscenza dei materiali difettosi usati sul ponte

Sarebbero, infatti, diverse le prove raccolte contro la società come: le indagini tecniche effettuate, l’assunzione di plurime testimonianze e i gravi elementi indiziari. Inoltre, i manager sarebbero stati a conoscenza delle difettosità delle barriere  e del conseguente possibile cedimento in caso di vento particolarmente forte.

In particolare si era a conoscenza dei gravi difetti progettuali ma nonostante ciò si è sottostimata la forza del vento e si è scelto comunque di utilizzare materiali per l’ancoraggio a terra non confermi agli standard europei. Inoltre, quest’ultimi, avrebbero espresso più volte la volontà di non effettuare lavori di sostituzione o messa in sicurezza delle predette barriere.