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Polonia, aborto vietato anche con malformazioni del feto: ‘Inferno per le donne’

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La Corte Costituzionale limita il diritto all’aborto: sarà vietato anche se il feto avrà malformazioni. Proteste e rivolte in corso.

aborto in polonia vietato

In Polonia ci sono rivolte e manifestazione in molte città a causa della restrittiva decisione della Corte Costituzionale: vietato aborto anche se il feto ha delle malformazioni.

La Polonia si ribella a questa violazione dei diritti umani.

Polonia, aborto vietato

Le manifestazioni e le proteste infervorano la Polonia per contrastare il divieto di aborto appena deciso dalla Corte Costituzionale: anche in caso di malformazioni del feto la donna non potrà interrompere la gravidanza.

L’interruzione di gravidanza è essa stessa un diritto molto importante per la donna, vietarla anche nel caso in cui il feto presenti gravi malformazioni e malattie congenite è una decisione infernale.

Varsavia è invasa dalle proteste. La presidentessa della Corte Costituzionale, Julia Przylebska, ha deciso questa nuova limitazione che impedisce alle donne di interrompere la gravidanza nel caso di malformazioni. Ha chiaramente accettato quindi un ricorso del partito conservatore presentato anni fa.

Le autorità hanno sfoderato perfino i gas lacrimogeni contro la folla in protesta davanti la casa del capo del partito conservatore che aveva proposto tale ricorso anni fa, Jaroslaw Kaczynski.

Opinione pubblica e opposizione sono entrambe indignate dalla decisione della Corte Costituzionale.

Manifestazioni in tutta Varsavia

I manifestanti sono giunti sotto la sede della Corte per poi recarsi alla sede del partito conservatore (Pis) che governa in Polonia da 5 anni. Parte del fiume di manifestanti si è spostato poi nel quartiere Zoliborz dove il leader conservatore al momento abita con la sua famiglia.

La polizia è intervenuta per bloccarli, molti sono scappati tra il fumo dei lacrimogeni. 15 soggetti sono stati arrestati e più di 100 denunciate per la violazioni delle norme anticontagio.

Manifestazioni in atto non solo a Varsavia ma anche a Cracovia, a Poznan a Danzica e in altre città: lo sdegno per questa violazione dei diritti accomuna ogni angolo del paese.

Richiesto intervento Unione Europea

Yuri Guaiana, membro della direzione di Più Europa, ha commentato la decisione della Corte Costituzionale polacca come regressiva e molto crudele. In questo modo abortire per motivazioni terapeutiche sarà quasi impossibile.

Prima di questa decisione in Polonia era possibile abortire solo in 3 circostanze:

  1. pericolo di vita per la madre
  2. stupro
  3. grave malformazione del feto

Si assiste ad una grave violazione dei diritti umani con la diminuzione delle possibilità di aborto da 3 a 2, si legge sul Messaggero.it. È stato invocato l’aiuto dell’UE.