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Poliziotto ucciso a Napoli, confermato il carcere: è omicidio volontario

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Il riesame conferma il carcere per 3 dei quattro giovani arrestati per la morte di Pasquale Apicella, il poliziotto ucciso a Napoli la notte del 27 aprile scorso.

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Quello di Apicella è omicidio volontario. Il giovane poliziotto venne ucciso dopo un inseguimento con una banda di malviventi, che avevano tentato un furto in banca.

L’omicidio di Pasquale Apicella

Era la notte tra il 26 ed il 27 aprile scorsi, quando Pasquale Apicella, poliziotto in servizio a Secondigliano, intervenne insieme ad un collega, dopo la segnalazione di una rapina al bancomat della Banca di Credito Agricolo, in via Abate Minichini, Napoli.

La volante dei poliziotti venne speronata dall’auto dei malviventi, che tentarono di scappare dopo il colpo in banca.

Per Pasquale Apicella non ci fu nulla da fare, morì sul colpo dopo il violento impatto.

Il collega che era in auto con lui rimase ferito, ma non in modo grave. Per la morte di Pasquale Apicella sono finiti in manette: Fabricio Hadzovic, 40 anni, e Admir Hadzovic, 27 anni, del campo rom di Giugliano, Igor Adzovic, 39 anni, e Renato Adzovic, 22 anni.

Il Tribunale conferma il carcere

Come riferisce anche Fanpage, il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il carcere per 3 dei 4 imputati coinvolti nella morte di Apicella.

Il Riesame ha bocciato le richieste di arresti domiciliari fatte dai legali dei quattro. Dovranno restare in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

Per la morte di Pasquale APicella l’unico su cui non pende l’accusa di omicidio volontario è Renato Adzovic. Il 22enne non era nell’auto che speronò la volante dei poliziotti.

Dopo l’intervento della Polizia, mentre gli altri 3 si davano alla fuga a bordo dell’Audi A6, il 22enne era rimasto a piedi in strada ed aveva fatto rientro al campo rom con un autobus.