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Pestaggi e torture in carcere: rinvio a giudizio per medici e agenti di polizia penitenziaria

I fatti sarebbero avvenuti nel carcere di Sollicciano nel 2018 e nel 2020. Nove in totale le misure cautelari chieste ed ottenute lo scorso gennaio dalla Procura di Firenze.

torture detenuti Firenze

Le indagini sono partite proprio dalle denunce presentate dagli agenti che ora risultano indagati.

Torture nel carcere di Sollicciano: arrestati 3 agenti

Avevano sporto denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, ma sono stati proprio quegli atti ad incastrarli.

È così che lo scorso gennaio sono scattati gli arresti domiciliari per 3 agenti del carcere di Sollicciano, mentre per altri sei il gip ha stabilito l’interdizione dagli uffici per un anno e l’obbligo di dimora nel comune di residenza.

Una decima persona risulta, al momento, soltanto indagata. I fatti sarebbero avvenuti nel 2018 e nel 2020.

In particolare, gli agenti arrestati avrebbero presentato quelle denunce per coprire i pestaggi ai danni di due detenuti, un cittadino italiano ed un immigrato marocchino.

Le botte sarebbero state talmente violente, da provocare alle loro vittime la rottura di un timpano e la frattura di alcune costole.

Tra i tre agenti finiti ai domiciliari qualche mese fa c’è anche l’ispettrice Elena Viligiardi, coordinatrice del reparto penale, che avrebbe avuto il ruolo più rilevante nelle presunte torture.

Le accuse per i 3, oltre al reato di torture, sono di falso ideologico in atto pubblico per aver falsificato alcuni documenti ufficiali.

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Rinvio a giudizio per 10 agenti e due medici

Come riferisce anche l’Ansa, il pm Christine Von Borries ha chiesto il rinvio a giudizio per 12 persone.

Tra loro, 10 sono agenti di polizia penitenziaria, gli altri sono due medici in servizio presso la casa circondariale di Sollicciano.

I due medici sono accusati di aver redatto falsi certificati, senza menzionare i presunti pestaggi a cui i detenuti sarebbero stati sottoposti.