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Parlamento, voto a favore per lo scostamento di Bilancio: Berlusconi dalla parte del Governo

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La strada è quasi sgombra al Parlamento per lo scostamento di Bilancio con il voto di Berlusconi, in linea con il Governo.

Parlamento, voto a favore per lo scostamento di Bilancio: Berlusconi dalla parte del Governo

Lo sconstamento di Bilancio ha trovato terreno fertile in Parlamento con un inaspettato voto di Berlusconi a favore della linea del Governo.

Lo scostamento del pareggio di bilancio

C’è il via libera per lo scostamento del pareggio di bilancio alla risoluzione di maggioranza, con Camera e Senato che hanno votato a favore con 552 e 278 voti rispettivamente arrivando quasi all’unanimità. Il leader di Forza Italia – Silvio Berlusconi – aveva indicato già nei giorni scorsi che avrebbero votato a favore:

“perché il governo ha accolto tutte le proposte del centrodestra”

E di conseguenza il testo poteva rappresentare anche l’opposizione. Proprio Berlusconi aveva chiesto a tutti gli alleati del centrodestra di votare a favore viste le condizioni in essere.

Intanto il testo una volta arrivato alla Camera ha avuto 552 voti a favore con zero contrari e solo sei astenuti. Secondo la legge viene richiesta la maggioranza assoluta dei componenti previsti all’interno dell’Assemblea ovvero 316 voti.

In Senato il testo ha avuto 278 voti favorevoli con 4 contrari e 4 astenuti con il centrodestra che si è allineato al Governo raggiungendo il valore massimo richiesto pari a 161 voti.

Le parole di Conte e Fico

Il Premier Giuseppe Conte a seguito del voto per il bilancio si è reputato molto soddisfatto, considerando che le forze di opposizione insieme alla maggioranza abbiano trovato un forte dialogo con un approccio più che costruttivo.

Il Presidente della Camera Fico ha visto in questo voto un segnale di unità in un momento così difficile e complicato:

“per affrontare le difficoltà in essere e le sfide del futuro serve dialogo, ascolto e collaborazione tra tutte le forze politiche”

Positiva ancha la reazione del viceministro all’Economia Antonio Misiani con un rinvio delle tasse previste al 30 novembre.