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Palermo, palloncini bianchi per l’ultimo saluto alla piccola Marta

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La bambina di 10 anni è deceduta durante l’ora di educazione fisica lo scorso 25 novembre.

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Effettuato l’esame autoptico: ecco cosa raccontano i primi risultati emersi dall’autopsia.

La morte della piccola Marta

Sembrava una normale lezione di educazione fisica quella che, lo scorso mercoledì, si stava svolgendo nella scuola Vittorio Emanuele Orlando di Palermo, quando è accaduto quello che nessuno si sarebbe mai aspettato.

Marta Episcopo, 10 anni, era con i compagni di scuola e l’insegnante, in palestra, quando si è accasciata a terra e non si è più rialzata.

Inutili i soccorsi, la piccola Marta non ce l’ha fatta. Inizialmente si era fatta avanti l’ipotesi di una caduta, mentre la bambina si trovava in palestra, ma i primi riscontri dell’esame autoptico hanno accertato che la piccola Marta sia stata colpita da un malore che non le ha lasciato scampo.

Sembra che la piccola non avesse mai avuto problemi di salute o campanelli d’allarme che avrebbe potuto far presagire questo drammatico epilogo. Si attendono comunque ulteriori riscontri dall’esame autoptico.

Intanto, i carabinieri della locale Compagnia stanno conducendo le indagini per accertare se vi possano essere eventuali responsabilità per questa enorme tragedia, che, almeno per ora, sembra soltanto una drammatica fatalità.

L’ultimo saluto a Marta

Si è tenuto questa mattina, nella sua città, l’ultimo, commosso saluto alla piccola Marta, la bambina deceduta lo scorso mercoledì durante l’ora di educazione.

Palloncini bianchi ed una grossa M che si è alzata in cielo: amici ed insegnanti hanno voluto salutare così la loro compagna di scuola.

Ad organizzare l’evento sono stati gli stessi insegnanti e dirigenti della scuola media che la bambina frequentava. Un modo per consentire ai suoi compagni di dirle addio, dopo il giorno di lutto, in cui l’istituto è rimasto chiuso.

“Stavamo correndo e all’improvviso l’ho vista scivolare, ha battuto prima la testa e poi la spalla, e ha avuto delle convulsioni”

aveva raccontato un amichetto di classe, subito dopo la tragedia.