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Palermo, muore di covid: parenti tentano di sfondare la porta dell’ospedale

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Teatro della violenza il reparto di Medicina II dell’ospedale Civico di Palermo.

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Nell’ospedale siciliano si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma e sedare gli animi.

Morta di Covid: parenti tentano di sfondare la porta dell’ospedale

Aveva un quadro clinico già molto complesso, poi è stata contagiata e all’ospedale di Palermo non hanno potuto fare nulla per salvarla. Così, alla notizia della sua morte, i parenti sono partiti alla volta del nosocomio siciliano, per tentare di aggredire medici ed operatori sanitari.

L’ennesima vittima del covid è una donna di 70 anni, che aveva già delle patologie pregresse. Come riferisce anche Palermotoday, il decesso è avvenuto lo scorso venerdì, ma la notizia dell’aggressione è arrivata agli organi di stampa soltanto oggi.

Quando i medici hanno avvertito i parenti che la 70enne non ce l’aveva fatta, è partito un vero e proprio commando. Qualcuno di loro, dopo aver insistentemente citofonato all’ospedale, ha tentato di sfondare la porta con una panchina.

I sanitari hanno quindi allertato le forze dell’ordine, che sono giunte sul posto ed hanno riportato la calma.

Muore un neonato: parenti sfasciano l’ospedale

Un episodio simile è avvenuto la scorsa settimana alla clinica Sanatrix del Vomero, quartiere di Napoli.

Lo scorso 5 novembre, dopo la morte di un neonato, i familiari della madre hanno sfasciato la clinica in cui il piccolo era deceduto.

La madre del bambino era arrivata in clinica verso le 12 di giovedì scorso, dopo aver accusato forti dolori all’addome. Intorno alle 19 di quello stesso giorno, la donna ha dato alla luce il suo bambino, che però è morto.

Alla notizia del decesso, una decina di familiari della madre hanno invaso la clinica Santrix, prima chiedendo spiegazioni ai sanitari, poi, dalla violenza verbale, sono passati a quella fisica.

I parenti della donna hanno distrutto alcune vetrate e alcuni vasi posti all’ingresso della clinica.

Anche in quell’occasione si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine.