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Open Arms, Salvini accusato di sequestro di persona è rinviato a giudizio

Rinviato a giudizio con l’accusa di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. È la decisione del gap di Palermo Lorenzo Janarelli.

Open Arms
Lo sbarco avvenne nell’agosto 2019.

Matteo Salvini tornerà a processo il 15 settembre. Intanto si mostra fiero “convinto di aver servito l’Italia nel rispetto della legge.”

147 a largo

Era l’agosto del 2019 e 147 vite arano sospese nel mediterraneo.

Un’imbarcazione del’ong Open Arms conteneva i numerosi migranti, un po’ costipati al suo interno.

A bordo partì la richiesta all’Italia di sbarcare sulle sue coste.

Allora ad essere ministro dell’interno del primo governo Conte era Matteo Salvini che, in nome della sicurezza e della dignità nazionale, come ha più volto sostenuto fino all’ultima pubblicazione social di questa mattina, rifiutò di accogliere la nave e i suoi passeggeri.

A togliere dallo stallo i migranti fu la procura di Palermo.

Ordinò un’ispezione in seguito alla quale si rilevò la situazione disperata in cui versavano gli stranieri, dal punto di vista fisico e  psicologico.

Così permise che il travagliato viaggio avesse fine nel porto di Lampedusa.

Un’arringa appassionata

Giulia Mezzogiorno è la legale del leader di Lega Nord.

Ha presentato una difesa lunga e dettagliata nell’udienza preliminare.

Sono stati vari i punti trattati a discolpa dell’assisto che, se ritenuto colpevole, dovrà scontare gravi ripercussioni penali.

L’avvocato ha definito il processo “salvinocentrico”, poiché:

“Salvini è stato ritenuto colpevole di tutto.”

Inoltre ha contestato che l’imbarcazione sarebbe stata abbandonata. Offerte di aiuto sono giunte per mare e via area.

Inoltre l’ong rifiutò di approdare in altre nazione che le avevano teso la mano: Spagna e Malta.

Inoltre l’Open Arms non aveva le certificazione necessarie per operare nelle attività di ricerca e soccorso.

Mezzogiorno ricorda come lo stesso comandante, nell’atto di chiedere un porto sicuro, ricordava come l’imbarcazione aveva una capienza massima di 19 persone, mentre ve ne erano quasi otto volte tante.

Salvini è orgoglioso di quanto fatto per avere difeso i confini italiani e la dignità del popolo.

“L’Italia prima. Sempre.”

Scrive a chiusura del post a ringraziamento dei sostenitori.

Invece la soddisfazione dell’ong scaturisce dall’aver salvano molte vite in 7 anni di lavoro rispondendo a logiche umanitarie lontane dai nazionalismi.