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Open Arms, agli atti le lettere di Conte dove chiedeva lo sbarco dei minori

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Questa mattina Matteo Salvini sarebbe stato a Palermo per l’udienza preliminare nei suoi confronti nel processo Open Arms.

Open Arms
Lo sbarco avvenne nell’agosto 2019.

Questa mattina Matteo Salvini sarebbe arrivato in Sicilia per assistere all’udienza preliminare a suo carico avente protagonista la nave Open Arms. Nello specifico quest’oggi il gip chiederà il rinvio a giudizio nei confronti dell’ex ministro.

Salvini sarebbe accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio

Il processo, inoltre, si riferisce ai fatti accaduti nell’agosto 2019 e per i quali Salvini è stato processato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Tra gli atti depositati dall’accusa, infatti, vi sarebbero due lettere inviate da Conte proprio al leader della Lega.

I minori a bordo non accompagnati sarebbero stati 27

Quest’ultime farebbero riferimento al 14 e al 16 agosto quando l’attuale premier chiese di far sbarcare dall’Open Arms in Italia i 27 minori non accompagnati dai genitori.

“Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte invitava ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza ai minori presenti sull’imbarcazione”.

Questa è, infatti, una parte della memoria inviata dal tribunale dei ministri di Palermo alla Giunta per le autorizzazioni del Senato. La risposta di Salvini però sarebbe stata la seguente, respingendo ogni responsabilità:

“I minori a bordo della nave spagnola dovevano ritenersi soggetti alla giurisdizione dello Stato di bandiera anche con riferimento alla tutela dei loro diritti umani”.

La medesima risposta fu data anche il 16 agosto al presidente del tribunale dei minori di Palermo, il quale aveva aperto il procedimento per la tutela dei minori. Nello stesso giorno il presidente del consiglio avrebbe risposto alla missiva di Salvini ribadendo l’urgenza e la necessità di autorizzare lo sbarco.

Infine, nella lettera sarebbe stato indicato come la stessa Commissione dell’Unione Europea si sarebbe resa disponibile per la redistribuzione dei migranti presenti a bordo della Open Arms. Proprio grazie a questa manovra, infatti, si sbloccò due giorni più tardi lo sbarco dei minori.