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Omicidio Zinaida Solonari, il marito si toglie la vita in carcere: “Chiedo scusa ai miei figli”

Il delitto della 36enne di origine moldava risale al 6 ottobre del 2019. La donna era madre di 3 figlie, una delle quali avuta da una precedente relazione.

omicidio Zinaida Solonari

Il marito la attese in strada al rientro dal lavoro e le inflisse due coltellate, che si rivelarono fatali.

L’omicidio di Zinaida Solonari

Era la notte del 6 ottobre del 2019 quando la 36enne di origine moldava, Zinaida Solonari, venne uccisa dal marito, Maurizio Quattrocchi, 49 anni, mentre rientrava dal lavoro.

Da qualche settimana la donna si era trasferita a casa della sorella, a Orio al Serio (Bergamo) insieme alle sue tre figlie.

Quella notte, l’uomo attese la moglie in strada mentre rientrava dal lavoro (Zinaida lavorava in un ristorante) e la colpì con due coltellate, poi si diede alla fuga.

Le urla di dolore della donna fecero accorrere condomini e familiari, che immediatamente allertarono i soccorsi.

Per Zinaida non ci fu nulla da fare. La 36enne morì per le coltellate inferte dal marito.

Qualche ora dopo il delitto, il 49enne, di professione muratore, si consegnò ai carabinieri, confessando l’omicidio.

La lettera ai figli e il suicidio

Qualche giorno fa Maurizio Quattrocchi, in carcere per l’omicidio della moglie, si è tolto la vita.

Prima di farlo però ha scritto una lettera, indirizzata alle figlie, che il suo legale ha letto.

“Mi trovo in carcere per avere commesso la cosa più brutta che si possa fare, avere tolto la vita a mia moglie, la mamma dei miei meravigliosi figli. Non c’è un solo giorno che non penso a quello che ho fatto. Fino a poco tempo fa ero il papà più felice del mondo. Adesso mi ritrovo a piangere tutti i giorni, mi rendo conto che ho sbagliato”

si legge nella lettera.

Poi il 49enne ha ammesso il movente dell’efferato delitto:

“Amavo tanto mia moglie, ho fatto di tutto per lei ma per colpa della gelosia, la paura di perderla ho sbagliato. Non ero più io, non capivo più niente”.

Nelle ultime righe della lettera, il 49enne ha chiesto scusa ai figli per il gravissimo reato di cui si è macchiato.

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Quando gli agenti hanno scoperto il corpo nella sua cella, Maurizio Quattrocchi era già morto.