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Omicidio Yara Gambirasio, Bossetti: “Non sono Ignoto 1, voglio uscire dal carcere a testa alta”

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Il muratore di Mapello, condannato per la morte della giovane ginnasta di Brembate, continua a proclamarsi innocente.

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Il suo legale ha fatto sapere che Bossetti è molto fiducioso su quello che potrebbe venir fuori dall’accesso ai reperti, concesso dalla Cassazione.

L’omicidio di Yara

I sogni di Yara Gambirasio si sono infranti 10 anni fa, quando la sera del 26 novembre scomparve nel nulla, mentre rientrava a casa dalla sua palestra, a Brembate Sopra, Bergamo.

Il corpo della giovane ginnasta, che all’epoca aveva solo 13 anni, venne ritrovato nel febbraio dell’anno seguente, da un passante.

L’autopsia sul corpo della piccola Yara accertò che la ragazzina morì non solo per le ferite di arma da taglio inferte, ma anche per essere rimasta al freddo, senza acqua né cibo.

I sospetti su Massimo Bossetti, operaio di Mapello, arrivarono diversi mesi dopo l’omicidio della piccola Yara.

Dopo la comparazione di migliaia di profili tramite l’analisi del dna, si arrivò all’identificazione di Ignoto 1, corrispondente al profilo di Bossetti.

Il 14 giugno del 2014 Massimo Bossetti venne arrestato con l’accusa di omicidio.

È proprio quella del Dna la prova considerata da sempre l’elemento fondante dell’accusa contro Bossetti.

Lo scorso gennaio la Cassazione ha accolto la richiesta dei legali di Massimo Bossetti sull’accesso ai reperti. Si rivaluteranno le prove che hanno portato all’arresto del muratore di Mapello e alla successiva condanna all’ergastolo per l’omicidio della piccola Yara.

Le parole di Bossetti

“Io continuo a credere nella giustizia, voglio uscire da quel portone del carcere, a testa alta. io non sono Ignoto-1, io non ho mai visto, mai toccato e tanto meno ucciso Yara Gambirasio’

ha detto dal carcere Massimo Bossetti, che continua a dichiararsi innocente.

Secondo il suo avvocato il processo a carico del manovale di Mapello è “pieno di zone d’ombra”, che vanno assolutamente chiarite.

La speranza della difesa di Bossetti e dello stesso imputato è che l’accesso ai reperti consenta di accertare l’innocenza del muratore di Mapello.