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Omicidio Willy, il padre di uno degli aggressori: “Un po’ di galera magari lo raddrizza”

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Parla il padre di uno dei 4 ragazzi arrestati per l’omicidio di Willy Duarte, il 21enne ucciso di botte al culmine di una lite, lo scorso sabato notte.

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Mentre i magistrati valutano l’accusa di omicidio volontario, tre dei 4 aggressori restano in carcere.

I primi risultati dell’autopsia

Lo scorso giovedì è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso di botte lo scorso sabato, dopo aver cercato di difendere un amico.

Si dovranno attendere almeno 60 giorni per i risultati definitivi, ma dall’esame autoptico sono emersi traumi multipli con lesioni al torace, al collo e all’addome.

I traumi hanno provocato lo shock e l’arresto cardiaco. Willy è morto per le botte e la violenta aggressione subita nei pressi di un locale di Colleferro, cittadina dei Castelli Romani a una sessantina di chilometri da Roma.

In carcere sono finiti 4 ragazzi: Mario Pincarelli, Francesco Belleggia, 22 e 21 anni rispettivamente ed i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, intervenuti nella rissa in un secondo momento, per aiutare Pincarelli e Belleggia, in inferiorità numerica.

La lite sarebbe iniziata all’interno del Due di Picche, un locale di Colleferro, per poi terminare all’esterno con il pestaggio e l’uccisione del 21enne.

Le parole del padre di Pincarelli

Dopo la concessione dei domiciliari ad uno solo dei 4 arrestati, sulla vicenda è intervenuto Stefano Pincarelli, padre di Mario.

L’uomo, in un primo momento restio a raccontare del figlio, ha provato a spiegare cosa è davvero successo quella maledetta sera di sabato.

“Mario è intervenuto per difendere Belleggia. Forse aveva bevuto, ma non è certo Totò Riina”

ha raccontato il padre.

Stando al suo racconto, nella zona in cui è avvenuto l’omicidio di Willy, si verificano liti tutte le sere, ma nessuno sarebbe mai intervenuto.

“Quel ragazzo, Willy, è mio figlio. Da quando ha saputo, mia moglie sta con gli occhi fissi aperti e non parla più”

ha raccontato l’uomo. Mario lavora con lui, fa il manovale insieme al padre. Sul lavoro è impeccabile, ma il padre non nega che la sera bevesse in giro con gli amici.

“Un po’ di galera gli farà bene, comunque, magari si raddrizza”

è il messaggio addolorato del padre di Mario, consapevole della situazione pesante in cui si trova il figlio. Stefano Pincarelli, però, si dice assolutamente certo che non sia stato il suo ragazzo a saltare sopra il corpo inerme del povero Willy.

Intanto, i magistrati stanno valutando l’ipotesi di omicidio volontario per i 4 arrestati.