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Omicidio Willy, fratelli Bianchi fanno a botte con un detenuto: trasferiti in celle protette

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La denuncia è arrivata dalla figlia di un detenuto marocchino, che ha accusato i fratelli Bianchi di aver aggredito il padre in carcere.

fratelli Bianchi lite in carcere

Marco e Gabriele sono stati quindi trasferiti nelle celle protette, per evitare contatti con gli altri detenuti.

Sette fascicoli aperti a carico dei fratelli

Sono sette i fascicoli aperti a carico dei due fratelli, Marco e Gabrieli Bianchi, in carcere per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte.

Il più piccolo dei due fratelli, Marco, andrà a processo per rispondere di un’altra aggressione, avvenuta nel maggio del 2018, ai danni di un giovane del Bengala. Marco pestò la vittima, insieme ad altri coetanei, tutti imputati nel processo. 

Nell’aprile de 2019 i due avrebbero pestato un indiano, dopo averlo investito. Lo avrebbero picchiato violentemente, causandogli lesioni piuttosto serie.

L’udienza per il pestaggio, in cui ai fratelli viene contestata l’accusa di lesioni aggravate dai futili motivi, è attesa per il 14 maggio del 2021.

Lite in carcere con un detenuto

Marco e Gabriele avrebbero litigato con un detenuto del carcere di Rebibbia. A denunciare il fatto è la figlia dell’uomo, un marocchino, che ha accusato i due fratelli di aver pestato il padre, dopo averlo aggredito verbalmente mentre raggiungevano i parlatori.

I due fratelli sono stati quindi trasferiti in celle protette, precisamente nel braccio G9, che gli altri detenuti definiscono “degli infami”, perché vi vengono trasferiti i detenuti per reati sessuali o agenti delle forze dell’ordine.

Per i fratelli Bianchi sarebbe diventato troppo pericoloso condividere gli spazi comuni, perché, secondo i loro avvocati, rischierebbero il linciaggio. Ecco perché, come riferisce anche Tgcom24, ne è stato disposto il trasferimento in celle protette, evitando il contatto con gli altri detenuti.

Avranno infatti momenti d’aria in orari diversi rispetto agli altri detenuti. I due fratelli, inoltre, sono monitorati anche dai medici.