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Omicidio Vannini, denuncia a Vannicola archiviata: “Nessuna diffamazione”

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Tra i tanti punti del terribile omicidio Vannini anche la denuncia a Vannicola da parte di Ciontoli per diffamazione, ora archiviata.

Omicidio Vannini, denuncia a Vannicola archiviata: "Nessuna diffamazione"

Focus sull’omicidio Vannini e sulla denuncia di Ciontoli nei confronti di Vannicola. Il Gip ha deciso per l’archiviazione.

L’archiviazione della denuncia a Vannicola

Sono passati pochissimi giorni dalla sentenza in Appello bis sulla morte del giovane Marco Vannini, con la condanna a 14 anni per Antonio Ciontoli e 9 per i due figli nonché la moglie Maria Pezzillo. Le Iene si sono occupate di un’altra parte di questo terribile puzzle ovvero la denuncia da parte di Ciontoli nei confronti di Vannicola per diffamazione.

Una sconfitta dietro l’altra per Antonio Ciontoli che si è visto archiviare da parte del Gip il provvedimento nei confronti di Davide Vannicola e sua moglie, denunciati per diffamazione.

Facendo un piccolo passo indietro nel tempo, Vannicola e sua moglie avevano rilasciato alcune dichiarazioni alla trasmissione televisiva di Italia Uno. Erano delle rivelazioni molto importanti e riguardavano proprio la sera in cui Marco era morto. Le ombre cadute su Federico Ciontoli portavano lui ad aver premuto il grilletto della pistola nel bagno della sua abitazione, dove si trovava Marco.

Il tutto sarebbe emerso dopo una breve confidenza da parte dell’allora comandante dei Carabinieri di Ladispoli Izzo. Lo stesso sarebbe stato contattato da Ciontoli dopo l’omicidio visti i tanti anni di amicizia:

“hanno fatto un guaio grosso, mi devi aiutare. c’è il ragazzo di mia figlia ferito nella vasca”

Una chiamata – secondo il racconto di Vannicola – partita ancora prima di chiamare i soccorsi del 118. Izzo, dopo la conversazione, si era preso del tempo per riflettere.

Il Gip ha raccolto la richiesta di archiviazione considerando il fatto non offensivo e il reato risulta essere improcedibile. Un altro tassello messo al proprio posto e un altro fallimento da parte di Antonio Ciontoli, ora in carcere per la morte del povero Marco.