Home Cronaca Omicidio sul Tevere, Galioto si professa innocente: le parole dell’avvocato

Omicidio sul Tevere, Galioto si professa innocente: le parole dell’avvocato

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In merito all’omicidio sul Tevere, Galioto, attraverso il suo legale si è professato innocente. In realtà si è avvicinato all’uomo quando era già cadavere.

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Omicidio sul Tevere, il legale di Massimo Galioto, Michele Vincelli, ha riferito la versione del suo assistito.

Galioto nega le accuse

Massimo Galioto, accusato di aver commesso l’omicidio sul Tevere, si è professato innocente attraverso il suo avvocato Michele Vincelli. L’accusato si sarebbe avvicinato all’uomo quando egli era già morto. Come si legge su Fanpage, l’uomo ha affermato:

“Il mio assistito è confuso per quanto accaduto e nega ogni addebito. Mi ha detto di aver visto un capannello di persone intorno all’uomo che giaceva esanime in terra e di essersi avvicinato per capire cosa stesse accadendo”.

Galioto, nel momento in cui ha visto che nessuno stava prestando soccorso all’uomo, ha deciso di avvicinarsi per vedere se reagiva in qualche modo. In realtà, sarebbero diversi i testimoni di questa versione.

Chi è Galioto

Massimo Galioto è il clochard 45enne che è stato messo in manette perché accusato di aver ucciso un uomo sulla banchina del Tevere. Il deceduto sarebbe anch’egli un senza fissa dimora, originario della Romania. Il cadavere dell’uomo è stato trovato sulla pista ciclabile verso le sette di sera. A fermare Galioto sarebbero stati Vigili e Polizia che lo hanno identificato come responsabile dell’omicidio.

Attraverso il suo legale, il 45 enne ha fatto sapere che non si era dato alla fuga ma si era semplicemente allontanato con il suo cane che doveva fare la sua passeggiata. Sul suo corpo, l’uomo non presenta escoriazioni o segni di liti.

Il cadavere della vittima subirà l’autopsia per chiarire i motivi della morte. A far luce sul decesso anche le telecamere di sorveglianza. La scena è accaduta in pieno giorno.

Galioto era stato assolto per l’omicidio dell’americano 19enne Beau Solomon, morto nel giugno del 2016. Un’assoluzione dovuta alla mancanza di riscontri.