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Omicidio Simone Frascogna, ucciso a 19 anni per aver difeso un amico: la madre invoca l’ergastolo

Il delitto è avvenuto la sera del 3 novembre scorso a Casalnuovo, in provincia di Napoli.

autopsia simone frascogna

Simone sarebbe stato ucciso dopo una lite nata per problemi di viabilità, su Corso Umberto I. Ferito, in maniera lieve, anche un amico della vittima.

Omicidio di Simone Frascogna

Era il 3 novembre scorso quando Simone Frascogna, 19 anni, venne ucciso da un ragazzo poco più piccolo di lui, mentre stava rientrando a casa con un amico.

Il ragazzo era in macchina, quando, per una mancata precedenza, era iniziata una lite verbale tra Frascogna ed un altro gruppo di ragazzi, tra cui l’omicida.

Poco più avanti, su Corso Umberto, a Casalnuovo, il 19enne si era fermato con l’auto per aspettare un amico e fu proprio in quel frangente che avvenne l’omicidio.

Domenico Iossa lo colpì con una serie di coltellate, 9 per l’esattezza, che non lasciarono scampo a Simone. Migliore sorte toccò all’amico della vittima, rimasto ferito lievemente.

Vedendo l’amico ferito, Simone era intervenuto per difenderlo: un gesto che gli sarebbe costato la vita.

L’omicida di Simone Frascogna, finito in carcere con l’accusa di omicidio, si è detto pentito per quanto accaduto, ed ha scritto una lunga lettera ai familiari del ragazzo.

“NON cI SONO PAROLE PER FARVI COMPRENDERE COME IO STIA MALE, NON RIESCO A SOPPORTARE IL PESO DI AVERE TOLTO LA VITA A UN GIOVANE RAGAZZO COME ME”

si legge in uno stralcio del testo.

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L’autopsia sul corpo di Simone e il dolore della madre

I risultati dell’autopsia sul corpo di Simone Frascogna hanno confermato che il ragazzo sia stato ucciso con 9 coltellate, due quelle mortali.

Le due coltellate che sono costate la vita al 19enne di Casalnuovo avrebbe leso organi vitali, causando un’emorragia interna, che non ha lasciato scampo a Simone.

I familiari del ragazzo, intanto, chiedono sia fatta giustizia per la morte di un di Simone.

“SIMONE È MORTO DA EROE. LA LETTERA SCRITTA DALL’ASSASSINO DI MIO FIGLIO NON MOSTRA ALCUN PENTIMENTO SINCERO”

aveva detto la mamma del ragazzo. Intanto, il 18enne Domenico Iossa resta in carcere con l’accusa di omicidio.

“Sono credente e quindi sono contro la pena di morte. Ma sono per l’ergastolo, questo sì. Ho potuto vedere mio figlio in obitorio solo quattro giorni dopo che fu ammazzato. Il suo corpo era martoriato. Nove coltellate: una violenza barbara”

è l’amaro commento di Natascia Lipari, mamma di Simone.

Lo scorso venerdì la donna ha partecipato al sit-in organizzato dagli amici di Simone davanti al tribunale di Napoli.

Gli atri due imputati per l’omicidio di Simone sono minorenni. Al momento sono detenuti nelle carceri minorili di Nisida ed Airola. Per loro l’inizio del processo è fissato per il prossimo 8 settembre.

L’accusa punta a chiedere l’omicidio aggravato da futili motivi e crudeltà, il tentato omicidio e il porto abusivo di arma.

I due imputati minorenni sono accusati di omicidio volontario.

Stando alle immagini registrate da una telecamera di sorveglianza presente in zona, i due 17enne parteciparono all’aggressione, incitando Iossa a colpire Simone.