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Omicidio Sara Di Pietrantonio, bruciata viva a 22 anni: Vincenzo Paduano condannato all’ergastolo

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Il giovane uccise l’ex fidanzata per vendicarsi della sua nuova relazione. La sera del 29 maggio 2016 la attirò in una trappola e le diede fuoco.

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Le accuse per Paduano sono di omicidio e stalking.

L’omicidio di Sara Di Pietrantonio

Era il 29 maggio del 2016 quando Sara Di Pietrantonio, 22 anni, venne attirata in una trappola mortale dal suo ex fidanzato, Vincenzo Paduano, guardia giurata di 27 anni.

I due avevano avuto una relazione, iniziata nell’estate del 2014, che si era conclusa qualche tempo prima per volontà di lei.

Paduano però non aveva mai accettato la fine della loro storia, tanto che continuava a minacciarla e a perseguitarla con messaggi e appostamenti.

Quella drammatica sera, mentre Sara rientrava a casa, il giovane la speronò con l’auto e la costrinse ad accostare, dicendole che avrebbe voluto chiarire con lei e chiudere definitivamente, in maniera pacifica, il loro rapporto.

Quando Sara accostò con l’auto, Paduano salì nella vettura della ragazza e le gettò dell’alcol addosso.

La 22enne cercò di scappare, ma lui la inseguì e la strangolò. Dopodiché la mise di nuovo nella sua auto e diede fuoco alla macchina e alla ragazza.

Quando furono allertati i soccorsi, per Sara Di Pietrantonio non c’era ormai più nulla da fare.

La condanna di Vincenzo Paduano

La Suprema Corte di Cassazione ha emesso la condanna definitiva per Vincenzo Paduano.

Il 27enne è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della sua ex fidanzata.

Il giudice ha quindi respinto il ricorso della difesa, accogliendo la decisione della Corte d’Appello, che diventa definitiva.

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Vincenzo Paduano è accusato di stalking e omicidio.

Le amiche della vittima avevano raccontato di atteggiamenti ossessivi da parte del ragazzo, che controllava continuamente Sara, morbosamente geloso da lei.

Quando la 22enne aveva deciso di chiudere la relazione, la gelosia era diventata ossessione.