Home Casi Omicidio Roveredo, “Papà non litigare”: trovata lettera del figlio sul comodino

Omicidio Roveredo, “Papà non litigare”: trovata lettera del figlio sul comodino

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Il bimbo di 8 anni, figlio di Aurelia uccisa a coltellate dal marito verrà ascoltato dai giudici in audizione protetta.

Omicidio Roveredo, vittima e killer
Omicidio di Roveredo

Nell’omicidio di Roveredo non vi è solo una vittima, la povera Aurelia di 32 anni. A soffrire anche i figli che assistevano alle liti tra i genitori, una lettera del bimbo lo conferma.

L’omicidio di Roveredo: il piccolo sentito dai giudici

La notizia della morte di Aurelia Laurenti, 32 anni, è arrivata il 25 novembre 2020.
Quella sera suo marito, l’infermiere 33enne Giuseppe Mario Forciniti ha sferrato alla donna una coltellata al collo nella loro abitazione di Roveredo in Piano.

L’uomo dopo il terribile gesto ha accompagnato i figli dalla cognata e poi si è recato in Questura: aveva ancora le mani insanguinate.

In un primo momento ha dichiarato di aver avuto una colluttazione con un ladro, poi ha confessato di aver ucciso la moglie.
Forciniti ha anche raccontato di aver reagito ad una presunta aggressione della moglie.

Il papà della vittima, ha svelato che Aurelia alcuni mesi fa aveva scoperto una relazione del marito e si era allontanata da casa con i bambini. Solo in un secondo momento, per amore proprio dei figli era tornata a casa in via Martin Luter King.

La madre di Giuseppe Mario Forciniti ha preso le parti dell’uomo sostenendo la colpevolezza della vittima. Ora l’infermiere è accusato come riporta il Gazzettino di omicidio volontario pluriaggravato.

La lettera del bimbo al padre prima del delitto

La coppia aveva due bambini e proprio ad uno dei figli è riconducibile una lettera trovata sul comodino del padre.
Il testo è da brividi poiché il piccolo chiede al papà di stare calmo e di non litigare ma di pensare al lavoro e ad andare avanti.

“Papà non litigare.. “

Si legge nel bigliettino scritto dal bimbo, come confermato anche dal legale Ernesto De Toni al Gazzettino.

“Gli dice di tener duro”

e a pensare al triste epilogo il cuore si stringe ancor di più.

Le prime fasi dell’inchiesta: audizione di padre e figlio

L’inchiesta per accettare come si sia svolto il dramma di Roveredo ha visto nella giornata di ieri l’audizione proprio del figlio della coppia di 8 anni.

Il bimbo è stato ascoltato secondo la modalità protetta, con l’ausilio di una psicologa. Si cerca di capire se il bimbo che si era svegliato e si era recato in corridoio nelle fasi contestuali al delitto possa aver visto qualcosa.

Anche il padre è stato ascoltato intorno alle ore 13 in videoconferenza dal carcere per convalidare il fermo, riscontrando la Procura un rischio di fuga.

Forciniti ha esercitato la facoltà di non rispondere ma il suo avvocato De Toni ha confermato che prossimamente il suo assistito collaborerà.
Per la giornata odierna è attesa la decisione circa la convalida del fermo di Giuseppe Mario Forciniti.