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Omicidio Loris, la decisione a cinque anni dalla morte: Veronica nelle mani della Cassazione

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Sono passati cinque anni dall’omicidio di Loris e ora la Cassazione ha la piena decisione sul destino di Veronica Panarello

Omicidio Loris
Omicidio Loris

Veronica Panarello è nella mani della Cassazione per l’omicidio di Loris e di quello che sarà ora il suo destino.

La scomparsa e il ritrovamento del corpo

Bisogna fare un salto nel tempo al terribile 29 novembre 2014 quando Veronica denuncia la scomparsa del figlio, mai andato a scuola. Non ci vuole molto tempo per ricevere la telefonata di un uomo che nello stesso pomeriggio trova il corpo del piccolo – con i polsi legati da delle fascette – in un canalone del Vecchio Mulino.

Arriviamo all’8 dicembre quando la donna viene fermata dagli inquirenti, con convalida del Gip e la disposizione di portarla in carcere. Il rito abbreviato il 20 giugno 2016 e la prima sentenza del 17 ottobre condannano la donna a 30 anni di reclusione.

La condanna viene confermata a luglio 2018 in secondo grado e per la Corte d’assise:

“la donna ha agito scientemente e lucidamente, senza esitazioni di sorta. un piano prestabilito per cercare di eliminare le tracce del delitto con occultamento di cadavere”

La decisione della Cassazione

Giovedì’ 21 novembre è prevista una giornata molto particolare, perché Veronica Panarello è chiamata davanti alla Cassazione che deciderà il suo destino.

In questa giornata verrà quindi deciso se la condanna pari a 30 anni di reclusione dovrà essere confermata oppure ribaltata. Una pena per la quale la stessa Veronica e il suo avvocato si sono sempre battuti, ritenendola ingiusta e troppo pesante con – secondo loro  -illogicità della sentenza nonché nella ricostruzione del delitto.

Se confermeranno al sentenza, verrà messa la parola fine a questo tragico omicidio; al contrario gli atti dovranno ritornare nelle mani della Corte d’Assise d’Appello di Catania per affrontare un nuovo processo e nuovo iter.

Non resta che attendere giovedì per capire cosa accadrà.