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Omicidio Lorena Quaranta: no al rito abbreviato per il fidanzato Antonio De Pace

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L’infermiere 28enne è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario. Il processo a suo carico inizierà il 17 marzo prossimo.

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Contestata a De Pace anche l’aggravante della premeditazione.

L’omicidio di Lorena Quaranta e la Laurea in Medicina

Un efferato delitto quello commesso il 31 marzo scorso, da Antonio De Pace, infermiere 28enne, che uccise la fidanzata Lorena Quaranta, di un anno più giovane.

I due giovani vivevano insieme a Furci Siculo, piccolo paesino in provincia di Messina. Antonio De Pace, di origini calabresi, colpì la ragazza, prima con un corpo contundente, poi, una volta tramortita, la strangolò a mani nude.

All’alba di quel drammatico giorno, fu lui stesso ad allertare i carabinieri, raccontando di aver ucciso la fidanzata, perché lei, studentessa di Medicina all’ultimo anno, lo aveva contagiato con il coronavirus.

Circostanza poi negata dall’autopsia sul corpo della vittima. Le indagini per la morte di Lorena Quaranta si sono concluse lo scorso settembre.

Prima di commettere il delitto, Antonio De Pace aveva lasciato dei bigliettini ai suoi familiari, chiedendo di lasciare i suoi averi ai nipoti.

Una circostanza quanto mai particolare, visto quello che poi è accaduto quella drammatica notte.

Lo scorso 20 ottobre, si è tenuta la cerimonia di conferimento della Laurea in memoria di Lorena Quaranta. La tesi della ragazza, che era ormai prossima al traguardo, è stata discussa dalla collega ed amica, Vittoria Patorno.

Una cerimonia toccante, per regalare a Lorena quel sogno che le è stato negato.

No al rito abbreviato per Antonio De Pace

Il prossimo 17 marzo 2021 inizierà il processo a carico di Antonio De Pace, reo confesso dell’omicidio di Lorena Quaranta.

Come riferisce anche Fanpage, al giovane infermiere non verrà concesso il rito abbreviato, come previsto per i reati punibili con l’ergastolo. Anzi, la sua posizione è aggravata dall’accusa della premeditazione.

I bigliettini lasciati ai parenti sembrerebbero infatti confermare questa ipotesi.