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Omicidio Ilenia Fabbri, il Comune di Faenza si costituisce parte civile nel processo

Lo scorso aprile era stata dedicata un’area verde alla 46enne barbaramente uccisa la mattina del 6 febbraio scorso.

omicidio Ilenia Fabbri Alla cerimonia d’inaugurazione avevano preso parte anche la figlia della vittima, il compagno, Stefano Tabanelli ed il sindaco di Faenza.

L’arresto di Claudio Nanni e Pierluigi Barbieri: le tappe della vicenda

È arrivata lo scorso marzo la svolta nel giallo di Faenza: Claudio Nanni e Pierluigi Barbieri sono stati arrestati con l’accusa di essere il mandante e l’esecutore materiale dell’omicidio di Ilenia Fabbri.

I due, amici di vecchia data, si sarebbero incontrati più volte prima del 6 febbraio scorso, quando la 46enne venne trovata senza vita nella sua abitazione.

Ad immortalare l’ultimo degli incontri tra l’ex marito di Ilenia ed il suo omicida era stata una telecamera di sorveglianza posta nei pressi dell’officina meccanica gestita da Nanni.

Come già anticipato, si tratterebbe solo di uno dei diversi incontri avvenuti tra i due nel mese di gennaio.

Barbieri e Nanni si erano incontrati anche diversi giorni prima, il 19 gennaio scorso per l’esattezza. In quell’occasione, il cellulare di Claudio Nanni era stato localizzato a Rubiera, provincia di Reggio Emilia, proprio nei pressi dell’abitazione del presunto killer di Ilenia.

Il giorno seguente sarebbe stato invece Barbieri a raggiungere il suo complice a Faenza. A confermarlo, le telecamere presenti in zona.

Infine, l’ultimo incontro sarebbe avvenuto il 29 gennaio scorso, quando il 51enne si sarebbe recato a Faenza proprio per incontrare Nanni.

La vettura di Barbieri sarebbe stata inquadrata dalle telecamere di sorveglianza proprio la mattina del delitto, nei pressi dell’abitazione di via Corbara.

“Nanni avido e paranoico”

Il giudice per le indagini preliminari, Corrado Schiaretti, ha descritto l’ex marito di Ilenia Fabbri come una persona il cui unico obiettivo era quello di annientare la vittima.

“Da anni combatteva contro di lei per annientarla personalmente ed economicamente. Era avido, paranoico e privo di scrupoli”

si legge nell’ordinanza con cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Tra Ilenia e Claudio era in corso una causa da ben 100mila euro, voluta proprio dalla vittima.

La donna si era infatti rivolta ad un avvocato perché le venissero riconosciuti gli stipendi maturati negli anni di lavoro nell’officina del marito.

Era stata quindi intentata una causa. Sarebbe questo il movente dietro l’omicidio di Ilenia Fabbri.

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Le copie delle chiavi del garage

Qualche mese fa, Nanni avrebbe fatto fare due copie delle chiavi del garage di casa della sua ex moglie.

A confermarlo, il titolare di una ferramenta.

Proprio con una di quelle chiavi, la mattina del 6 febbraio scorso,  Barbieri si sarebbe introdotto nell’appartamento di via Corbara per uccidere la 46enne.

Ilenia ha tentato con tutte le sue forze di difendersi quando il killer ha tentato prima di strangolarla, poi l’ha uccisa con una coltellata alla gola.

L’unica testimone di quei drammatici istanti, l’amica di Arianna, nei giorni seguenti al delitto era stata messa sotto protezione.

La ragazza, quella mattina del 6 febbraio, era rimasta a dormire a casa di Ilenia, mentre Arianna ed il padre partivano alla volta di Milano per acquistare un’auto.

Un alibi perfetto per Claudio Nanni, che però non è bastato a deviare le indagini.

Gli inquirenti, sin da subito, si sono concentrati sul 53enne, che, dal canto suo, si è sempre dichiarato innocente.

La testimonianza dell’amica di Arianna si è rivelata fondamentale per risalire all’identità del killer di Ilenia.

La testimone lo ha visto soltanto di spalle, mentre fuggiva dalle scale, ma questo è bastato ad aiutare gli inquirenti ad identificare l’esecutore del delitto.

È stata lei che quella mattina ha lanciato l’allarme, allertando l’amica, che, a sua volta, ha chiesto aiuto ai carabinieri.

Quando i militari dell’Arma sono giunti nell’appartamento di via Corbara, per Ilenia non c’era ormai più nulla da fare.

Il Comune si costituisce parte civile

Il Comune di Faenza ha deciso di costituirsi parte civile nel processo per l’omicidio della 46enne.

“L’intento del Comune è di non rimanere un mero osservatore ma di portare la propria voce, chiara e forte, dando conto di una riprovazione di questo tragico episodio che lede i principi e i valori dei quali il Comune si fa promotore. Il reato in sé non lede solo la sfera personale della vittima ma anche la dimensione pubblica e quindi vede come vittima anche la comunità rappresentata dal Comune”

ha spiegato il legale.

Inaugurato il giardino di Ilenia

Una piccola area verde e una panchina rossa a ricordare Ilenia e tutte le donne che, ogni giorno, subiscono violenze e vessazioni.

È nato così il Giardino di Ilenia, a pochi passi dall’appartamento di via Corbara, in cui la 46enne è stata barbaramente uccisa lo scorso febbraio.

L’idea è partita da un’amica di Ilenia, che aveva chiesto al sindaco l’autorizzazione per ridipingere di rosso una panchina presente in quell’area.

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Da quella richiesta ne è partita una seconda, da parte del compagno di Ilenia Fabbri, Stefano Tabanelli, che ha creato una piccola rete di persone la cui unica richiesta è stata quella di occuparsi di quell’area verde.

L’amministrazione comunale di Faenza si è quindi occupata di piantumare nuovi alberi e di aiutare i volontari a sistemare il giardino, che da oggi porterà il nome della 46enne.

“Il giardino di Ilenia è nato per ricordare la terribile vicenda di Ilenia ma è dedicata a tutte le donne che subiscono ogni giorno violenza fisica e psicologica”

hanno spiegato i volontari, una 50ina in tutto, che hanno preso parte all’iniziativa.

Lo scorso aprile è stato inaugurato il giardino di Ilenia: alla presenza del sindaco di Faenza, di Arianna Nanni e di Stefano Tabanelli è stata celebrata una cerimonia in presenza di un ristretto numero di persone.

Il parroco, Don Francesco Cavina, ha benedetto l’area verde, che da oggi porterà il nome della 46enne uccisa a Faenza.