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Omicidio Faenza, ricostruiti i tempi esatti del delitto: “Ilenia Fabbri conosceva il suo assassino”

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La Polizia Scientifica prosegue il suo lavoro nell’abitazione di Via Corbara, ma il killer della 46enne non sembra aver lasciato tracce del suo passaggio.

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La verità sul giallo di Faenza è racchiusa in un pugno di minuti.

L’omicidio di Ilenia Fabbri

È lo scorso sabato mattina quando a Faenza, piccolo comune in provincia di Ravenna, Ilenia Fabbri, 46 anni, viene trovata senza vita nella sua abitazione in via Corbara.

A lanciare l’allarme, quella mattina all’alba, è un’amica della figlia Arianna, che era rimasta a dormire lì.

Proprio sabato la figlia di Ilenia è partita con suo padre. I due erano separati da qualche tempo.

L’amica di Arianna, sua omonima, chiama la figlia della vittima alle 6:06, raccontando di essersi barricata in camera, dopo aver sentito un grande trambusto.

Come riferisce anche Il Resto del Carlino, il messaggio dell’ex marito della vittima che avvisa la ragazza di scendere è delle 5.57.

Arianna, che è già pronta, scende immediatamente. Padre e figlia quella mattina hanno appuntamento per andare a Milano ad acquistare un’auto.

Quando Arianna esce di casa, la madre è in camera da letto. Esattamente 7 minuti dopo l’amica la chiama, per riferirle quanto detto prima.

Arianna allerta i carabinieri, ma quando i militari dell’Arma giungono nell’appartamento di via Corbara per Ilenia non c’è più nulla da fare.

Quando i carabinieri sono già in auto per dirigersi verso il luogo del delitto, arriva una chiamata dei vicini di casa, che riferiscono di aver sentito delle urla.

“Ho sentito delle urla di donna e basta, ma ho pensato fosse una lite, niente di più. Non ho sentito voci maschili”

ha raccontato una vicina della 46enne.

La donna viene trovata in una pozza di sangue con una profonda coltellata alla gola, che non le lascia scampo.

Il giallo delle impronte

Mentre gli uomini della Polizia Scientifica proseguono con le loro indagini, sembra essere ancora lontani dalla soluzione del giallo.

Il fatto che non siano state isolate impronte avvalora l’ipotesi di un killer che ha agito da dietro con un taglio netto alla gola.

La perdita di sangue che ne è conseguita non ha coinvolto le sue scarpe, perché l’assassino era dietro la vittima quando ha compiuto l’efferato delitto.

La donna è stata trovata senza vita in un vano cucina al piano terra dell’appartamento, ma sono state isolate alcune serie di macchie di sangue anche al piano superiore, il che confermerebbe quindi che l’aggressione si sia solo conclusa nel vano cucina.

Si cerca una quinta persona

Mentre si cercano di ricostruire gli ultimi istanti di vita di Ilenia Fabbri, gli inquirenti si dicono ormai convinti che ad uccidere la 46enne sia stata una persona che la vittima conosceva bene.

Si cercano quindi tracce di una quinta persona, che potrebbe aver lasciato segni del suo passaggio. 

Nell’appartamento di via Corbara nessuna finestra presenta segni di effrazione. Quando i carabinieri sono giunti sul posto, hanno rinvenuto il garage aperto, ma nessuna porta esterna forzata.

“Quando sono uscita di casa, ho chiuso la porta a chiave, come ha fatto ad entrare?”

ha detto la figlia Arianna, appresa la notizia della morte di sua madre.

Secondo gli inquirenti, Ilenia conosceva il suo assassino.

“Se si è trattato di una rapina, non vi sono comunque segni di effrazione. Lei potrebbe aver aperto la porta”

hanno fatto sapere gli agenti.

Scartata anche l’ipotesi della rapina finita male, proprio perché Ilenia deve aver aperto la porta al suo assassino.

La donna lavorava in una concessionaria ad Imola. Dopo la separazione dal suo ex marito, aveva conosciuto un nuovo compagno, con il quale pare volesse anche sposarsi.

Al momento le versioni fornite dai familiari e dall’amica della figlia risultano coerenti e nessuno dei familiari di Ilenia è stato iscritto nel registro degli indagati.