Home Casi Omicidio Colleferro, i fratelli Bianchi si difendono: “Non l’abbiamo toccato”

Omicidio Colleferro, i fratelli Bianchi si difendono: “Non l’abbiamo toccato”

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I due giovani, accusati dell’omicidio di Willy Monteiro, hanno risposto alle domande del gip, respingendo ogni accusa.

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L’interrogatorio, avvenuto nel carcere di Rebibbia, è durato quasi 4 ore.

La ricostruzione del pestaggio di Willy

Secondo quanto ricostruito finora, a scatenare la rissa costata la vita al 21enne di Colleferro, sarebbero stati i due amici Mario Pincarelli e Francesco Belleggia. I fratelli Marco e Gabriele Bianchi sarebbero intervenuti in un secondo momento per aiutare i due amici.

Il diverbio con Federico Zurma, amico della vittima, sarebbe nato all’interno del Due di Picche, un locale di Colleferro, dove i ragazzi stavano trascorrendo la serata di sabato.

Al momento della chiusura, Willy avrebbe riconosciuto Federico tra gli aggrediti ed avrebbe quindi provato a difenderlo.

“Uno di loro lo ha colpito con un calcio micidiale alla pancia. Willy è rimbalzato a terra, facendosi forza sulle braccia ha provato a rialzarsi, ma quello gli ha subito sferrato un pugno sulla testa, atterrandolo”

ha raccontato il giovane, ancora sotto choc per quanto accaduto all’amico. Poco prima delle 3 di notte la chiamata al 118, ma per il 21enne non c’è stato nulla da fare: è morto poco prima dell’arrivo in ospedale.

I fratelli Bianchi si difendono dalle accuse

Per l’aggressione e l’omicidio di Willy Monteiro sono stati fermati 4 giovani: Francesco Belleggia, coetaneo della vittima, Mario Pincarelli, 22 anni ed i fratelli Gabriele e Marco Bianchi, 24 e 26 anni.

Questo pomeriggio si è tenuto l’interrogatorio di convalida del fermo dei 4 arrestati, accusati di concorso in omicidio plurimo. I fratelli Bianchi, come riferisce anche il Tgcom24, hanno respinto ogni accusa, raccontando di non aver mai colpito il ragazzo, ma, piuttosto, di aver provato a sedare una rissa.

“L’unica cosa che abbiamo fatto è stata di provare a intervenire per separare i litiganti che non conoscevamo. Quando ce ne siamo andati, non abbiamo visto il ragazzo a terra”

hanno raccontato al giudice per le indagini preliminari.

“Siamo dispiaciuti e distrutti perché accusati di un omicidio che non abbiamo commesso”

avrebbero anche detto i due fratelli, che hanno respinto ogni accusa.

Per domani, intanto, è previsto il conferimento dell’incarico per l’autopsia, che aiuterà a chiarire quale sia stato il colpo mortale che ha ucciso il 21enne.