Home Cronaca Omicidio Cerciello Rega, a processo il carabiniere che bendò Natale Hjorth

Omicidio Cerciello Rega, a processo il carabiniere che bendò Natale Hjorth

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La Procura di Roma ha infatti disposto la citazione diretta in giudizio per Fabio Manganaro, accusato di aver bendato il giovane.

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Caduta invece l’accusa di falso per l’ex comandante, Sandro Ottaviani.

L’omicidio di Cerciello Rega: la ricostruzione

Era il 26 luglio del 2019 quando il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega venne accoltellato a morte in via Pietro Cossa a Roma.

Il militare venne ucciso con 11 coltellate dopo essere stato aggredito da due studenti americani, in vacanza nella capitale: Lee Finnegan Elder e Gabriel Natale-Hjorth.

I due vennero arrestati in albergo poche ore dopo l’omicidio di Rega. Secondo le ricostruzioni fatte dagli inquirenti, Elder avrebbe accoltellato materialmente Cerciello, mentre Hjorth lo avrebbe aiutato a nascondere l’arma.

Il coltello venne rinvenuto nel controsoffitto della loro stanza d’albergo ad un centinaio di metri dal luogo del delitto.

I due ragazzi quella sera, 15 minuti dopo la mezzanotte, cercarono di acquistare della droga in piazza Trilussa a Trastevere. Dopo aver discusso con due pusher, si spostarono in piazza Mastai.

Le loro immagini vengono immortalate da un video, in cui si vede anche Sergio Brugiatelli.

Poco dopo i due americani scappano dopo aver rubato uno zaino, proprio quello di Brugiatelli.

All’1:30 i due giovani tornano in albergo. Un’ora dopo escono dall’albergo per incontrare lo spacciatore. Hanno contrattato con lui la restituzione dello zaino in cambio di una dose di cocaina e 80 euro.

Alle 3 di notte fanno l’ultima telefonata a Brugiatelli. È in quel frangente che il vicebrigadiere viene ucciso: i due si incontrano con Cerciello Rega ed il collega Varriale, che si sono presentati all’appuntamento al posto di Brugiatelli.

Il carabiniere viene ucciso con 11 coltellate, inferte in poco più di 30 secondi.

Indagato il comandante di Cerciello

I due giovani studenti, che stavano trascorrendo una vacanza nella capitale, vennero fermati qualche ora dopo il delitto.

Lo scorso settembre è stato indagato il comandante di Cerciello Rega per falso.

Il capo della stazione farnese, Sandro Ottaviani, avrebbe infatti  mentito riguardo quella drammatica notte.

Quando Cerciello e Varriale si presentarono all’appuntamento con i due studenti, nessuno di loro aveva la pistola, mentre Ottaviani aveva sempre sostenuto che il collega della vittima avesse l’arma con sé.

Come riferisce anche Skytg24, dopo che il tribunale di Roma ha negato il giudizio abbreviato richiesto dal pm, tra due settimane inizierà il processo a carico di Ottaviani davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Roma.

A processo il carabiniere che bendò Hjorth

Non solo per Ottaviani, ma anche per Fabio Manganaro si apriranno le porte del Tribunale.

Il carabiniere che ha bendato Gabriele Natale Hjorth dopo il fermo dei due giovani americani in caserma, andrà a processo.

A deciderlo la Procura di Roma, che ha disposto la citazione diretta in giudizio, mentre ha chiesto il rinvio per l’ex comandante Ottaviani. Per quest’ultimo, l’accusa è di falso.

Nelle indagini è finito anche Silvio Pellegrini, il carabiniere che ha scattato la foto al giovane studente, condividendola in una chat WhatsApp dell’Arma. Le accuse a suo carico sono rivelazione del segreto d’ufficio e abuso d’ufficio.

Natale Hjorth ha raccontato che quella mattina era rimasto bendato per almeno mezz’ora.

“Hai i minuti contati”

gli avrebbero detto i carabinieri.

“Bendarlo era l’unico modo per calmarlo. Era agitato, al punto che anche io ho preso qualche testata”

ha spiegato Pellegrini.

Il carabiniere ha anche spiegato di aver fotografato Hjort per far sapere ai suoi colleghi che i due sospettati erano stati arrestati.

“Non si è soliti bendare, non l’ho mai fatto e non l’ho visto fare”

ha riferito.