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Omicidio di Ambra Pregnolato, chiesta una perizia per il killer: “Non sono un mostro”

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La donna venne uccisa il 24 gennaio scorso da Michele Venturelli, con cui aveva avuto una relazione extraconiugale.

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I legali del killer hanno chiesto ed ottenuto una perizia psichiatrica. L’omicida rischia l’ergastolo.

L’omicidio di Ambra Pregnolato

Era il 24 gennaio di quest’anno quando Ambra Pregnolato, giovane maestra e mamma, venne uccisa a martellate nella sua abitazione a Valenza.

A colpirla a morte fu il suo ex amante, Michele Venturelli.

L’uomo non accettava che Ambra avesse deciso di restare con il marito, troncando la relazione con lui.

Venturelli viveva poco distante dal condominio di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, dove Ambra abitava con il marito e la figlia di 12 anni.

Una relazione per la quale la donna pensò anche di lasciare il marito. Poi però cambiò idea e decise di restare con la sua famiglia.

La mattina del 24 gennaio Michele Venturelli bussa a casa di Ambra. Ha con sé uno zaino, in cui ha nascosto un martello. Con quell’oggetto massacra la donna, fino ad ucciderla.

Poi se ne va. Al rientro a casa, nel pomeriggio, il marito della vittima lancia l’allarme, ma per Ambra non c’è ormai più nulla da fare.

Le indagini durano qualche ora: in quella stessa giornata i Carabinieri fermano Venturelli con l’accusa di omicidio.

Chiesta la perizia psichiatrica

Come riferisce anche Fanpage, i legali dell’uomo hanno chiesto ed ottenuto una perizia psichiatrica per Michele Venturelli.

Subito dopo il primo interrogatorio, il killer aveva anche tentato il suicidio, non riuscendoci.

Nei successivi interrogatori, prima di finire in prigione, ha spiegato di non aver mai voluto uccidere la sua ex amante.

“Non sono un mostro”

aveva provato più volte a giustificarsi.

Intanto, Venturelli rischia l’ergastolo per omicidio premeditato.

Aveva incontrato la vittima sul luogo di lavoro: entrambi orafi, avevano intrapreso una relazione, terminata con l’ennesimo femminicidio.