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Nuoro, Masala e Monni uccisi per vendetta: arriva sentenza d’Appello

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Nel caso dei due giovani Masala e Monni uccisi con un piano diabolico nel 2015 molte sono le ombre: l’Appello conferma l’ergastolo per il 24enne indagato.

omicidi Masala e Monni
Stefano Masala, Gianluca Monni, Alberto Cubeddu

L’accusato degli omicidi di Masala e Monni ha ricevuto la conferma dell’ergastolo ma dal 2015 ad oggi ancora non si conosce tutta la verità e la famiglia chiede il corpo.

Gli omicidi dei giovani Masala e Monni

La vicenda dei due giovani scomparsi nel 2015 resta ancora un caso non del tutto risolto.

Un mistero in cui tutti i protagonisti sono molto giovani: in primis le due vittime.

Tutto ha inizio con la scomparsa da Nule del 28enne Stefano Masala: il 7 maggio di lui si perdono le tracce ma il giorno dopo un altro evento la sua sorte appare tristemente chiara.

La mattina del 8 maggio 2015 infatti il 19enne Gianluca Monni di Orune viene freddato alla fermata dell’autobus: stava andando a scuola.

La Procura ha ipotizzato un collegamento tra i due eventi e si è è proceduto con l’arresto di altri tre giovani con varie ipotesi di reato.

Per due di loro, Paolo Enrico Pinna, 17 anni e Alberto Cubeddu di, 21, l’accusa  fin da subito è stata di omicidio volontario ed occultamento di cadavere.

Al terzo dei coinvolti invece, il 25enne Antonio Zappareddu, è stata contestata la detenzione di armi.

Arriva la condanna all’ergastolo, ma la famiglia vuole la verità

La svolta è giunta grazie alle indagini dei Carabinieri di Nuovo coadiuvati dai Carabinieri di Cagliari, dagli agenti del Ros e del Ris di Cagliari. Con loro anche i Cacciatori di Sardegna, come riporta Osservatore Italia.

Secondo gli inquirenti come riporta anche il settimanale Giallo ad uccidere i due giovani sarebbe stato proprio Cubeddu con la complicità di Pinna.

Secondo le ricostruzioni Masala sarebbe stato fatto sparire per far ricadere su di lui la responsabilità dell’omicidio del 19enne Monni.

La macchina di Stefano Masala infatti sarebbe stata rinvenuta la mattina dopo proprio sul luogo dell’omicidio.

A distanza di anni è giunta la sentenza d’appello che ha confermato per Alberto Cubeddu la condanna all’ergastolo, ma la famiglia di Masala non si arrende:

“Assassino, ridacci il corpo”

Hanno commentato alla notizia della sentenza.