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Niccolò Ciatti, scarcerato il principale indagato. Lo sconforto del papà: “Proprio come temevo”

Il giovane, originario di Scandicci, venne barbaramente assassinato in una discoteca di Lloret del Mar nell’agosto del 2017, mentre era in vacanza con alcuni amici.

Niccolò Ciatti

L’assassino di Niccolò Ciatti “rischia” di tornare presto libero, se il processo non verrà celebrato entro il 12 agosto prossimo, termine entro il quale decadranno i capi d’imputazione. Lo scorso febbraio è stato arrestato in Francia un giovane ceceno, coinvolto nel pestaggio, che è già stato scarcerato.

La storia di Niccolò: il ragazzo ucciso in discoteca

Era arrivato a Lloret del Mar da una settimana, per trascorrere una vacanza in compagnia dei suoi amici.

La mattina successiva a quella drammatica notte sarebbe dovuto tornare a casa, a Scandicci, dalla sua famiglia e dalla sua amata Ilaria.

Niccolò Ciatti però nel suo piccolo paesino ha fatto ritorno in una bara, perché la notte del 12 agosto 2017 venne ucciso nella discoteca in cui aveva deciso di trascorrere la sua ultima serata con gli amici.

Ad uccidere Niccolò le botte ed un colpo mortale, sferrato nell’indifferenza di chi, anziché intervenire, preferì guardare la scena e farne un video con il cellulare.

A sferrare il colpo mortale contro Niccolò fu un giovane di origine cecena, Rassoul Bissoultanov, all’epoca dei fatti poco più grande della sua vittima.

Ne aveva soltanto 24 di anni quando, alle 2.51 del 12 agosto 2017, sferrò a Niccolò Ciatti un colpo d’arte marziale alla tempia, che lo avrebbe ucciso nel giro di qualche ora.

Quella drammatica sera, Niccolò venne aggredito da un gruppo di ceceni.

A sferrargli il colpo di grazia, che lo uccise, fu proprio il 24enne ceceno. La scena, ripresa da uno smartphone, fu la prova assoluta della colpevolezza di Bissoultanov, accusato di omicidio volontario.

La rabbia dei familiari di Niccolò: torna libero il principale indagato

Il killer del 22enne fiorentino, Rassoul Bissoultanov, è tornato libero, avendo soltanto l’obbligo di firma e lo sarà del tutto se il processo non si celebrerà entro il 12 agosto prossimo.

“Il rischio che diventi un latitante è altissimo. Sette mesi sono pochi per avviare il dibattimento con tutti gli adempimenti burocratici, come le notifiche ai testimoni. La pandemia poi rischia di complicare tutto”

ha spiegato il papà di Niccolò, Luigi Ciatti.

“Era già tutto scritto, è andato tutto come da copione, come gli spagnoli hanno voluto fare. Il ceceno adesso può andare dove vuole. Da quello che ho capito dai miei avvocati in Spagna non esiste il processo in contumacia, se scappa credo che neppure si farà il processo”

ha spiegato Luigi Ciatti.

A fare ancora più rabbia, in quest’assurda vicenda, è che altri due ceceni, sospettati di aver preso parte all’aggressione, siano in libertà.

Lo scorso febbraio uno di loro era stato arrestato in Francia, in esecuzione di un mandato di arresto europeo. Qualche settimana dopo però Mosvar Magomadov è tornato libero.

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Il ricordo di quella drammatica notte

Mentre suo figlio veniva ucciso, Luigi Ciatti e la moglie Cinzia stavano trascorrendo qualche giorno di vacanza in Trentino.

Alle 5 del mattino squilla il cellulare. A parlare è un amico di Niccolò, che spiega a Luigi che suo figlio è in ospedale, ma non sa nulla sulle sue condizioni.

Senza pensarci un attimo, Cinzia ed il marito si mettono in macchina per raggiungere Girona.

“Un viaggio infernale”

ricorderà tempo dopo Luigi.

Ad un certo punto, riescono a mettersi in contatto con un’infermiera, che ha in cura Niccolò.

L’operatrice sanitaria spiega ai due genitori che il ragazzo è ricoverato in terapia intensiva e chiede a Luigi e Cinzia l’ora di arrivo.

È in quell’istante che il papà di Niccolò capisce che per suo figlio non c’è più nulla da fare e che se vuole rivederlo ancora vivo, almeno per un’ultima volta, dovrà correre più veloce della luce.

Quando i due genitori del ragazzo raggiungono l’ospedale, i medici gli comunicano ufficialmente che Niccolò non ce la farà. Il suo encefalogramma è piatto, non ci sono più speranze di sopravvivenza.

Luigi e Cinzia riescono a vederlo ancora vivo, giusto in tempo prima che i medici stacchino la spina e Niccolò muore in un letto d’ospedale.