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Neonato scosso a Padova, la mamma rompe il silenzio e racconta la sua verità

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Il neonato scosso a Padova si chiamava Michele, morto dopo la decisione di staccare le macchine. Ora la mamma risponde alle domande e racconta cosa accaduto

Neonato scosso a Padova
Neonato scosso a Padova

Michele, il neonato scosso a Padova, è deceduto dopo che le macchine sono state staccate a seguito accertamento morte cerebrale. Ora la mamma racconta quanto accaduto quella tragica notte.

I risultati dell’autopsia

Il cuore del piccolo Michele ha cessato di battere dopo che sono stati eseguiti tutti gli esami e dichiarata la morte cerebrale del piccolo. Il neonato di cinque mesi era arrivato in Ospedale accompagnato dalla madre a seguito di una crisi respiratoria.

I medici però hanno subito riscontrato altro, avvisando i Carabinieri che si sono recati sul posto: la madre si è autodenunciata, confermando di averlo cullato con forza visto che non domiva e aveva pianto per due ore consecutive.

Dopo aver staccato le macchine i medici hanno svolto l’espianto di cuore e fegato, così che il piccolo Michele potesse salvare altre vite. Una volta fatto questo si è andati avanti con l’autopsia con esame condotto dal Dottor Porzionato dell’Università di Padova.

Per ora non sono ancora stati resi noti i risultati, ma dalle prime indiscrezioni sembra che siano stati trovati segni e conferme del forte scuotimento che ha portato al terribile epilogo per il piccolo. La commissione ha escluso e non ha rilevato traumi o lesioni precedenti, che potessero far pensare a maltrattamenti sul piccolo.

Tra giovedì e venerdì, inoltre, ci potrebbe essere il funerale del bambino per dargli l’ultimo saluto –  ma è ancora da confermare in base al nulla osta da rilasciare.

Le parole della mamma di Michele

Il Gazzettino ha riportato le parole della mamma del bimbo morto, che ha rotto il silenzio. Il suo legale difensore ha evidenziato:

“la mia cliente non ha ancora preso coscienza dell’accaduto e non si capacita del fatto che michele non ci sia più”

Si ricorda solo il pianto e poi un blackout totale di quanto avvenuto nelle ore successive.

La difesa ha inoltre sottolineato:

“ricorda che il bambino piangeva da due ore e mezza forse per colpa di un dentino. ma non è in grado di riferire se l’abbia cullato con troppo vigore”