Home News Naufragio sulle coste della Libia: morti altri 74 migranti

Naufragio sulle coste della Libia: morti altri 74 migranti

CONDIVIDI

La notizia della tragedia è stata diffusa dall’agenzia dell’Onu: 120 persone a bordo di  un gommone. Recuperati sulle spiagge 31 cadaveri.

Naufragio sulle coste della Libia recuperati morti sulle spiagge

Quello di oggi è il secondo drammatico naufragio in poco più di 48 ore.

Ennesima tragedia in mare

Dopo il naufragio del gommone avvenuto nella vicinanza delle coste libiche si fa la conta delle vittime, 31 sono stati già recuperati dalle spiagge su cui sono approdati cadavere.

Come riportato anche dal Corriere della Sera, e da quanto è reso noto dall’agenzia per l’immigrazione dell’Onu (Oim), mancherebbero all’appello altre 74 persone, si teme siano annegati anche loro.

Da quanto emerge dalle prime informazioni, sul gommone erano presenti 120 persone, tra di loro anche donne e bambini. L’imbarcazione era salpata poco prima dal porto libico di Al-Khums.

La rotta più mortale del mondo

Dei 120 imbarcati alla volta di un porto sicuro, solo 47 di loro sono stati tratti in salvo da alcuni pescherecci corsi in aiuto e dall’intervento della Guardia Costiera libica.

Federico Soda, capo missione dell’Oim Libia ha detto:

“La perdita di vite umane nel Mediterraneo è una manifestazione dell’incapacità degli Stati di intraprendere un’azione decisiva”.

Viene chiesto di fare un cambiamento nell’approccio agli esodi.  Secondo quanto affermato da Federico Soda, le persone non dovrebbero più essere riportate a Tripoli e dovrebbe iniziare un sistema di sbarco chiaro e definito, con azioni di solidarietà da parte degli altri Stati.

Sono le persone vulnerabili che pagano con la vita un immobilismo e l’incapacità degli Stati di intraprendere  delle azione decisive in merito.

Le stime dei naufragi di quest’anno parlano di 900 persone annegate nel Mediterraneo nel tentativo di arrivare sulle coste europee.

Come documentato dalle Nazioni Unite, sarebbero circa 11.000 i migranti riportati in Libia, un Paese dove notoriamente rischiano detenzione, abusi, tratta e sfruttamento.