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Nadia Toffa, quel dettaglio che le ha salvato la vita

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Poteva essere fatale. Non è andata così per Nadia, una giovane donna malata ma non vinta e, che in alcuni momenti, sembra avere nove vite, come i gatti. Ma oggi a distanza di quasi 6 mesi da quel terribile 2 dicembre, mettere a fuoco alcuni dettagli aiuta a capire meglio quello che è successo. E ad apprezzare di più il presente.

Nadia Toffa, la vita salvata da un dettaglio

Nadia Toffa, 39 anni, ebbe un malore intorno alle 13.45 del 2 dicembre scorso mentre si trovava all’hotel Victoria, in via Oriani, nel centro di Trieste. Quella sera avrebbe dovuto condurre le Iene. Le condizioni della conduttrice apparvero subito più che serie. La conferma arrivò dalla nota della Direzione di AsuiTs, l’Azienda sanitaria ospedaliera di Trieste: “La prognosi è riservata per patologia cerebrale in fase di definizione. La giornalista è ricoverata all’ospedale Cattinara, ma nelle prossime ore lascerà la Terapia intensiva per spostarsi in Lombardia. È in programma il trasferimento nel corso della serata/notte al San Raffaele di Milano con elisoccorso”. Il trasferimento immediato venne in elicottero messo in forse a causa della forte vento di Bora che investì la città. Le raffiche di vento sembrarono davvero poter impedire il decollo. E intanto l’apprensione montava, con migliaia di messaggi. Tra i più toccanti quello di Lamberto Sposini, vittima anche lui di un malore: “Forza Nadia!” scrisse su Instagram.

Intorno alla mezzanotte l’elisoccorso alla fine riuscì a trasferire Nadia a Milano. Le notizie continuavano ad essere preoccupanti. Ricoverata in rianimazione, si disse, e definita in condizioni “stazionarie”. Poco o nulla sulla causa del malore : l’unica informazione fu che si trattava di una “patologia cerebrale“.

Migliaia di persone in ansa e Nadia rispose. E qual post pubblicato da lei poche ore dopo la tragedia, riassume più di altri il suo carattere e la combattività, che si potrebbe definire commovente, con cui reagi da subito.

Nadia Toffa, messaggio dall’ospedale

“Ho preso una bella botta, ma tengo duro. Adesso parlo con i medici e cerchiamo di risolvere questa scocciatura. Stasera le Iene me le guardo da questo lettino, e vediamo che combinano senza di me… torno presto” scrisse su FB facendo “V” con le dita in segno di vittoria

Un dettaglio, con il senno di poi, potrebbe essere stato decisivo quel drammatico 2 dicembre. All’inizio si parlò di un malore che l’avrebbe colpita nella sua camera d’albero, ma l’informazione era inesatta. La giornalista si trovava nella hall e per questo fu subito soccorsa: immediata la chiamata al numero unico 112. I soccorsi furono chiamati da alcuni clienti dell’albergo che la videro accasciarsi al suolo priva di sensi. Da allora e per diverse ore non riprese conoscenza. Proprio questo dettaglio fu provvidenziale, visto che la circostanza fece sì che il soccorso a Nadia fu immediato. Un’auto medicalizzata e un’ambulanza sono giunte sul posto nel giro di pochi minuti e fu trasportata con estrema urgenza in ospedale.