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“Questo è nostro figlio Aldo, ed è morto”. I genitori mostrano le immagini sconvolgenti del corpo all’obitorio

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Un giovane di 28 anni, Aldo Naro, è stato ammazzato il giorno di San Valentino del 2015, nella discoteca Goa di Palermo. Il ragazzo stava festeggiando la laurea in Medicina

Il corpo di Aldo Naro fu rinvenuto in fin di vita nel parcheggio della discoteca prima dell’alba. Sono stati proprio i suoi parenti a voler mostrare sui social le foto del suo corpo devastato dalle botte. Sono passati circa tre anni dalla tragedia, ma la ferita brucia ancora. Le indagini portarono alla condanna di a 10 anni di Andrea Balsano, che al tempo era anche minorenne (aveva 17 anni) e faceva il buttafuori nel locale.

La foto è stata scattata il giorno dell’autopsia. Sul corpo del ragazzo sono stati trovati una serie di traumi documentati dalla foto che fanno venire i brividi. Il motivo delle foto? I familiari di Aldo proprio non ci stanno al fatto che il giudice abbia stabilito come causa delle morte di Aldo “un calcio”, sferrato dal 17enne condannato. Tale conclusione, secondo i genitori del ragazzo, cozzerebbe con le condizioni in cui è stato ritrovato il cadavere. È questo quanto affermato sulla pagina Facebook dedicata alla vittima, Giustizia per Aldo Naro:

“Davvero un solo calcio sferrato da un unico soggetto ad una persona che si trova a terra può provocare tutte le lesioni descritte? Se così non fosse, chi ha provocato tutte le altre? E pertanto, chi sono gli altri assassini di Aldo? Perché questo fondamentale aspetto della vicenda non è stato approfondito?”

Il post poi continua puntando il dito contro chi ha condotto le indagini e ha stabilito la condanna:

“Peraltro, mancano, perché non fatte nel corso dell’autopsia, le foto del ventre, dei genitali e della parte frontale e interna delle cosce della vittima. Inspiegabilmente, non è stato effettuato alcun esame radiologico, e nessuna Tac a parte quella del cranio.”

Secondo i familiari del ragazzo quindi, Aldo non è morto per mano di una sola persona. Ad ucciderlo sono state le percosse subite da più persone, un vero e proprio pestaggio. Sicuramente nel gruppetto, c’era al tempo anche qualche maggiorenne. È proprio sulla pagina che si legge della tesi del pestaggio. I suoi parenti hanno voluto scrivere un post come se Aldo potesse ancora dire la sua, in prima persona:

“Ciao io sono Aldo Naro!
Piacere di conoscervi,
Sono un Medico Chirurgo laureato con 110 e lode e abilitato alla professione. Nel giorno del mio ventottesimo compleanno volevo raccontarvi un po’ la storia della mia vita, della mia breve vita.. si perché 2 anni e 6 mesi fa andai a ballare con amici, la mia ragazza e colleghi di università.. quasi a fine serata 15 persone mi hanno aggredito, pestato a morte, sotto gli occhi di tutti.
Nessuno fece niente. Dentro di me, quando queste persone mi calciavano, mi davano pugni, mi spezzavano le ossa e il naso io pensavo “perché nessuno fa niente?? L’unione fa la forza, aiutatemi!” Ma tutti rimasero fermi .Si spingevano tra di loro per vedere quello che mi stavano facendo.. “Pensavo, chiamate i carabinieri, chiamate la mia famiglia”

Purtroppo nessuno intervenne. Per Aldo, quella, fu l’ultima sera.