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Mosca, la verità dietro l’assalto armato al palazzo dei servizi segreti: 2 morti e 5 feriti

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Assalto al palazzo dei servizi segreti di Mosca al termine della conferenza di Putin: morte due persone e ferite altre 5

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Sparatoria nei pressi della sede dell’ex Kgb di Mosca: cosa è accaduto?

Sparatoria al palazzo dei servizi segreti

Un pomeriggio di terrore quello vissuto ieri a Mosca, nei pressi del palazzo dei servizi segreti della capitale russa. Un uomo, armato di kalashnikov, ha assalito la sede dell’ex Kgb di Mosca.

Nel palazzo si era appena tenuta la conferenza per il 2019 del presidente Vladimir Putin Putin. Il killer, come riporta anche Il Messaggero, avrebbe agito da solo e avrebbe aperto il fuoco in una strada a ridosso della sede dell’ex Kgb.

L’uomo avrebbe iniziato a sparare in una via alle spalle del quartier generale dei servizi segreti russi. L’Fsb ha smentito i media che avevano riferito che gli attentatori fossero tre e che avessero aperto il fuoco nella sala d’ingresso della stessa Lubjanka.

Due morti e 5 feriti: terrorismo?

L’assalto è avvenuto mentre il presidente Putin stava tenendo un discorso di apertura alla Sala dei Congressi del Cremlino, prima del concerto in onore dei servizi segreti alla vigilia della giornata a loro dedicata.

Qualche ora prima aveva terminato la conferenza stampa di fine anno, durata oltre 4 ore. Sui social sono circolati diversi video in cui sono ben udibili gli spari e si vedono in azione gli uomini delle forze speciali scesi in campo subito dopo l’assalto.

Le strade a ridosso del palazzo sono state bloccate ed è scattata l’allerta “Sirena” in tutta la capitale. Nelle altre sedi dei servizi segreti è stato attivato l’allarme Fortezza che impedisce a chiunque di entrare o uscire dalla sede.

Alle 19:15 di ieri, ora locale, l’assalitore sarebbe stato ucciso dalle forze speciali. Altre 5 persone sono rimaste ferite nell’assalto e un agente del Kgb sarebbe stato ucciso durante la sparatoria.