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Morta a 9 anni sulla neve. Il papà di Camilla non si dà pace: “E’ colpa mia”

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Camilla Compagnucci non doveva morire. Non è giusto. la piccola aveva soltanto nove anni ed è deceduta al nosocomio  Santa Margherita di Torino.

La bimba Camilla viveva a Roma insieme ai suoi genitori, Risiedeva a Roma e frequentava la IV D della Scuola elementare Crispi di Monteverde, dove i suoi professori, della piccola sono senza parole perche non sanno cosa dire ai compagni di classe della Camilla. Una bimba che amava sciare. E lo faceva con il suo eroe. Il suo papà .

 

Quando è morta Camilla si trovava con il papà Francesco sulle piste da scii a Sauze d’Oulx, nell’alta Valle di Susa. Erano li insieme per una vacanza premio organizzata insieme ai compagni di classe e ai loro papà.

«Era una bambina splendida, solare. Era molto curiosa e amava i gatti», ha raccontato Pia Foglia, vicina di casa dei Compagnucci. «Parlava bene l’inglese: io l’ho insegnato per una vita e ci siamo intese fin dal principio. La chiamavo, per scherzo, Camille. Come la moglie del principe Carlo. E lei stava al gioco».

 

Una tragedia improvvisa, durante una discesa. La piccola  Camilla ha perso il controllo degli sci ed è finita fuori pista  per cinquanta metri. La bimba ha finito per schiantarsi con violenza contro una barriera. E’ morta per un trauma toracico irreversibile

Il padre è disperato. Subito dopo aver chiamato la moglie al telefono, ha avuto un malore ed è stato ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale torinese, per via del forte stato di choc «Se solo non ci fossero state quelle barriere frangivento la mia piccola sarebbe forse ancora viva», e poi ancora: «È colpa mia, non dovevo portarla lì. È tutta colpa mia». Sono le parole pronunciate poco prima di entrare alla morgue e vedere per qualche breve istante il corpo della figlia Camilla.

«La pista è sicura: regolarmente palinata, con i cartelli che consigliano di rallentare e con la barriera frangivento al di fuori della pista», ha detto Giovanni Brasso, presidente della Sestrieres spa, la società che gestisce gli impianti del comprensorio sciistico della Via Lattea. «La visibilità era buona. In questo momento, per tutti noi, è predominante la tristezza. Noi offriamo divertimento, e quando succedono queste cose siamo i primi ad essere colpiti e a patirne».