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Moria di salmoni in Alaska, colpa del riscaldamento globale

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Il riscaldamento globale ci mostra le sue conseguenze, in Alaska assistiamo ad una moria esagerata di salmoni a causa delle eccessive temperature. Non si sono mai verificati casi simili nel paese.

Gli Stati Uniti stanno combattendo contro gl’incendi molto vasti, ma per colpa delle temperature fuori norma, stanno morendo i salmoni in Alaska. Nello stato si calcola che almeno 850 esemplari sono morti.

La moria di salmoni, registrata da studiosi:

Questa strage è stata documentata grazie ad un video girato da ricercatori che hanno fatto parte di una spedizione in Alaska lungo il fiume Koyokuk. A guidarla è stata Stephanie Quinn-Davidson,che è l’attuale direttrice della commissione ittica dello Yukon. La spedizione era stata avviata proprio per indagare sulla moria dei salmoni che non ha precedenti, registrata tra le varie varietà di questo pesce, da quello rosso a quello rosa.

Secondo questo gruppo di studiosi, la moria di salmoni potrebbe coinvolgere moltissimi esemplari, si stima addirittura dieci volte di più rispetto a quanto registrato nel video che ormai è diventato virale.

Le acque sono sono troppo calde:

I pesci non presentano lesioni, non hanno infezioni e non sono infestati da parassiti. Si pensa quindi che qualcosa abbia agito, modificato e danneggiato l’habitat dove i salmoni vivono, uccidendoli sul colpo. Solo i cambiamenti climatici possono giustificare una cosa simile. La moria dei salmoni, sarebbe quindi figlia dei cambiamenti climatici, gli esperti hanno messo in correlazione la strage con la temperatura dell’acqua. Secondo i rilievi, l’acqua solitamente ha una temperatura bassa, al massimo si sono registrati 24,4 gradi centigradi nel 2004. Dopo la scoperta dei salmoni morti, siamo arrivati ai 27 gradi centigradi.