Home Cronaca Modena, simulò un malore della moglie: marito arrestato per omicidio

Modena, simulò un malore della moglie: marito arrestato per omicidio

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A confermare la pista delittuosa, l’autopsia eseguita sul corpo di Alessandra Perini, morta il 1 ottobre scorso.

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Il marito della donna aveva allertato i soccorsi, raccontando di una presunta caduta dalle scale e di un malore.

La morte di Alessandra Perini

Era il primo ottobre quando, Alessandra Perini, 46enne di Modena, arrivò, ormai senza vita, all’ospedale del capoluogo emiliano.

Ad allertare i soccorsi il marito della vittima, Davide Di Donato, 50 anni. L’uomo raccontò ai sanitari del 118 che la moglie aveva accusato un malore mentre si trovava in casa e che nei giorni precedenti alla tragedia era anche caduta dalle scale.

Nell’abitazione dei due coniugi, erano presenti anche i due figli della coppia. La donna, soccorsa da un’ambulanza, morì prima di arrivare nel nosocomio modenese.

I risultati dell’autopsia

Come riferisce anche Tgcom24, la morte di Alessandra Perini non sarebbe dovuta ad una caduta accidentale. Stando a quanto emerso nell’esame autoptico, infatti, il decesso sarebbe stato provocato da un’emorragia cerebrale.

Secondo gli inquirenti, è plausibile che il marito abbia spinto la donna, provocandole un forte trauma cranico. Un trauma che, però, stando ai riscontri dell’autopsia, risalirebbe ad almeno 48 ore prima della chiamata al 118.

Di Donato avrebbe quindi atteso due giorni, prima di allertare i soccorsi: una chiamata che si è quindi rivelata inutile, visto che la donna è deceduta nell’ambulanza che la portava in ospedale.

Per il marito della donna è quindi scattata l’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’ipotesi di reato per il 50enne è di omicidio preterintenzionale.

L’abitazione in cui sarebbe avvenuta la tragedia è stata posta sotto sequestro dal magistrato.

“Stiamo valutando l’ipotesi di altre violenze precedenti a fronte dei segni che sono stati riscontrati”,

ha fatto sapere il procuratore Di Giorgio.

L’ipotesi degli inquirenti è infatti quella che se la vittima fosse stata soccorsa immediatamente, forse avrebbe potuto salvarsi.