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Ministro Speranza, linea dura: “Non possiamo sbagliare adesso”. La sua intervista a Live non è la D’Urso

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Intervento del Ministro Speranza a Live non è la D’Urso per parlare di vaccini e pandemia, invitando tutta la popolazione all’attenzione.

Ministro Speranza, linea dura: "Non possiamo sbagliare adesso". La sua intervista a Live non è la D'Urso

L’intervento del Ministro Speranza è stato netto su Canale 5, invitando i cittadini ad assumere un atteggiamento maturo soprattutto in vista delle feste di Natale.

L’intervista a Live non è la D’Urso

Roberto Speranza è intervenuto ieri sera tardi durante la trasmissione di Canale 5 condotta da Barbara D’Urso parlando del Natale e distribuzione dei vaccini per contrastare l’avanzare della pandemia.

Ha evidenziato di come questo non potrà essere un Natale come quelli precedenti – vista la situazione in essere – e che si dovrà adottare una linea molto coerente nonché dura ognuno con se stesso e la propria famiglia:

“di solito natale significa possibilità di spostarsi, fare aggregazione e unirsi con le persone che durante il corso dell’anno non riusciamo ad incontrare”

Fa capire che questo non sarà possibile essendo in mezzo ad una pandemia, visti gli ospedali sotto pressione e i medici che hanno difficoltà a fronteggiare positività e decessi:

“non possiamo vanificare gli sforzi fatti fino a qui”

Parlando di cenoni e incontri durante il periodo Natalizio, il Ministro sottolinea che la raccomadazione del Governo vigente parla di non portare a casa persone che non siano conviventi. Per questo motivo il messaggio che deve arrivare è chiaro ovvero ridurre gli incontri, spostarsi solo se strettamente necessario:

“quanto accaduto in estate deve aiutarci a non ricadere negli stessi errori”

Le parole sui vaccini

Il Ministro della Salute durante la sua intervista a Live non è la D’Urso ha voluto aprire una parentesi anche sulla questione vaccini. Mette in evidenzia che ci saranno inizialmente poche dosi e sarà il Governo a scegliere il metodo di distribuzione dando sicuramente la priorità ai medici e personale sanitario arrivando alla popolazione con età anagrafica avanzata e poi i soggetti a rischio con altre patologie.