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Ministro Sanità Speranza: Coronavirus “Gestito come colera e peste. Misure di prevenzione diffuse”

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Coronavirus: “Siamo in costante collegamento con l’OMS”

“Siamo un grande Paese e non dobbiamo avere paura”,

è quanto commenta il Ministro alla Salute Roberto Speranza in una recente intervista esclusiva rilasciata a Repubblica.

“Tra i Paesi occidentali l’Italia è la più fornita e la più attenta per le azioni da mettere in campo”

sottolinea Speranza.

Le cose sono state prese seriamente, assicura lo stesso Ministro della Salute: anche se ad oggi il coronavirus non rappresenta per l’Italia un’epidemia, verrà trattato

“come fosse la peste o il colera”.

È scattata l’emergenza sanitaria per 6 mesi e sono state attivate tutte le misure di prevenzione: dei 3 Paesi europei, Italia, Inghilterra e Francia, che avevano voli diretti da Wuhan.

L’Italia ha immediatamente pianificato misure di controllo e il commissario straordinario, Angelo Borrelli potrebbe requisire strutture ricettive, se ci fosse la necessità di alloggiare cittadini e turisti cinesi in Italia.

Ministro Salute Speranza sul Coronavirus: “approccio più protettivo”

Il Ministero della Salute sta operando e agendo in linea con quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della sanità, la quale ha fornito alcune best practice per essere preparati alla gestione dei casi di contagio coronavirus.

Con il supporto delle Istituzioni, delle Organizzazioni e degli Enti nazionali ed internazionali coinvolti, il Ministero della Salute monitora attentamente gli sviluppi della situazione venutasi a determinare con la diffusione del coronavirus (2019-nCoV).

Coronavirus: situazione epidemiologica

La Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina), in data 31 dicembre 2019, ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città cinese di Wuhan.

La maggior parte dei pazienti affetti aveva avuto un legame epidemiologico con il mercato di all’ingrosso di frutti di mare e animali vivi (Huanan Seafood).

Dopo questa prima segnalazione si sono susseguiti altri casi di viaggiatori che avevano soggiornato a Wuhan, ma non avevano frequentato il mercato di animali vivi.

Questa seconda segnalazione e lo studio di tali casi ha portato ad ipotizzare la possibilità di trasmissione inter-umana dell’infezione attraverso contatti stretti.

I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie ed il periodo di incubazione del virus cinese variano tra 2 e 10 giorni.