Home News Ministro Bonafede, si dimette il capo degli ispettori Nocera: indagato per corruzione

Ministro Bonafede, si dimette il capo degli ispettori Nocera: indagato per corruzione

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Il capo degli ispettori del ministro Bonafede sarebbe stato accusato di corruzione e, per questo motivo, ha lasciato in queste ore, il suo incarico.

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L’accusa è che offriva segreti in cambio di un posto dove parcheggiare il suo gommone.

Il capo degli ispettori del Ministro Bonafede lascia il suo incarico

Una doccia fredda per il ministro Bonafede che, in queste ore, ha visto al centro dello scandalo il capo degli Ispettori del Ministero della Giustizia Andrea Nocera, che lavorava fianco a fianco con lui. Le accuse sono di corruzione. Nocera, infatti, avrebbe lasciato trapelare delle informazioni top secret in merito all’inchiesta su Lauro, ex senatore a vita. I suoi benefit consistevano in viaggi ed il parcheggio gratis per il gommone.

Il Ministro Bonafede aveva chiesto al Csm di tornare a lavorare nel suo ufficio originario: il Massimario della Corte di Cassazione, con il nulla osta del plenum. Nocera ha dovuto lasciare il suo incarico a seguito di una decisione della Procura di Napoli che lo ha inscritto nel registro degli indagati. L’accusa pendente è quella di concorso in corruzione. Ad essere coinvolto nella vicenda anche l’armatore Salvatore Di Leva.

Scoperto con intercettazioni telefoniche

A far scoprire gli illeciti di Nocera sarebbe stata un’intercettazione telefonica. Sotto controllo attraverso un virus captatore, il cellulare dell’armatore. La conversazione risale al mese di aprile. Il cantiere navale di Di Leva sarebbe stato il teatro dell’incontro tra Nocera, Lauro e Gelormini, commercialista del gruppo. Gelormini si trova già in carcere a seguito di accuse per un altro procedimento giudiziario.

A condurre le indagini pm Henry John Woodcock e Giuseppe Cimmarotta, coordinati dal procuratore Giovanni Melillo.

Nocera aveva lavorato alla vicenda degli affidi illeciti che aveva visto nel mirino il Tribunale dei minori di Bologna e la procura di Reggio Emilia. Tra i suoi compiti principali, quello di controllare il lavoro dei magistrati.