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Milleproroghe: RC Auto familiare slitta a febbraio e rimane immutata la contestata norme su Autostrade

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Milleproroghe: RC Auto “familiare” scatta al 16 febbraio 2020

Milleproroghe: quali sono gli ultimissimi aggiornamenti? Rispetto all’emanazione del Milleproroghe ci sono interessanti novità e ultimissimi aggiornamenti.

Slitta al 16 febbraio 2020 l’entrata in vigore dell’assicurazione RC Auto «familiare», la quale introduce una classe di merito familiare che consentirà a tutti i membri del nucleo familiare di beneficiare della fascia assicurativa più bassa.

Fortemente voluta da M5S, l’RC Auto familiare mira ad istituire un’assicurazione più equa per i nuclei familiari.

Con la modifica dell’articolo 134 del Codice delle Assicurazioni, a partire dal primo gennaio 2020 le famiglie italiane potranno usufruire un notevole sconto sull’RC Auto, venendo ad ampliare una legge già esistente, che prevede la possibilità di acquisire la classe di merito più favorevole, solo in caso di nuovi acquisti e per veicoli della stessa tipologia.

Ciò significa che se in una stessa famiglia si ha disponibilità di un’auto di prima fascia e di una moto in sesta fascia, quest’ultima acquisisce la stessa classe dell’auto venendo così a risparmiare sul premio.

Pagamento dei canoni per gli stabilimenti balneari

Slitta anche il pagamento dei canoni per gli stabilimenti balneari, che rimane «sospeso» dal primo gennaio 2020 al 30 giugno 2020.

Si tratterebbe solo di una salvaguardia temporanea per dare una “boccata d’aria” agli stabilimenti balneari, senza risolvere la situazione disperata in cui si trovano alcune centinaia di concessionari di spiagge e porti turistici in Italia.

La sospensione temporanea del pagamento dei canoni pertinenziali è un risultato positivo, seppure intermedio e non del tutto soddisfacente”,

afferma Maurizio Rustignoli (Presidente Fiba-Confesercenti).

Autostrade: non ci sono ulteriori aggiornamenti

Resta immutata la contestata norma su Autostrade: in caso di risoluzione, revoca e decadenza di concessioni di strade o di autostrade può assumerne la gestione l’Anas.

Se lo stop alla concessione deriva da un suo inadempimento, al concessionario spetta il valore delle opere realizzate, al netto degli ammortamenti.