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Milano, muore di liposuzione, richiesto processo per il chirurgo: è accusato di omicidio colposo

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Il medico che ha praticato un intervento di liposuzione costato la vita ad una 36enne, ora è accusato di omicidio colposo.

Il decesso della donna è avvenuto nell’aprile 2018.

Omicidio colposo

Sono terminate le indagini da parte della Procura di Milano, con la richiesta di avviare un procedimento, a carico di Mattia Colli.
L’accusa a carico del medico chirurgo del ‘Centro di chirurgia plastica ed estetica MC’ di Milano, quella di omicidio colposo.

Come riferisce la Repubblica,il chirurgo è ritenuto responsabile del decesso di una 36 enne, nell’hospice nel Bresciano l’11 aprile 2018.
Le complicanze che hanno provocato la morte della donna sarebbero dovute ad una sepsi, sopraggiunta a seguito di un intervento di liposuzione fatto nel 2017.

La donna non sarebbe morta subito, ma a detta del suo compagno

“dopo mesi di agonia”

oltre ad aver passato un ricovero in un ospedale di Bucarest.

Il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Luisa Baima Bollone hanno condotto l’inchiesta, che è stata seguita dal Nas dei carabinieri ed ha richiesto una perizia medico-legale.

Il medico continua ad operare

Il compagno di Ana Maria Cracium, la donna deceduta a seguito dell’intervento chirurgico di liposuzione, ha denunciato il medico chirurgo.

L’uomo ha fatto sapere tramite il suo legale Laura Gravina, che Ana Maria Cracium ha vissuto dopo l’intervento, dell’asportazione di parte del tessuto adiposo, un lungo periodo di sofferenza, per l’esattezza nove mesi.

Subito dopo l’operazione la donna ha avuto febbre e convulsioni.
Tuttavia da Milano era partita alla volta della Romania dove è stata sottoposta ad intervento chirurgico per una preoccupante forma di infezione.

La “fascite necrotizzante” di cui la donna era affetta, l’ha costretta prima ad essere operata più volte in Romania, alla fine a rientrare in Italia dove è stata prima alla Fondazione Poliambulanza di Brescia e poi in un hospice di Orzinuovi, dove infine è deceduta.

Il chirurgo non ha mai interrotto la sua attività medica, e secondo quanto ha riferito il difensore, l’avvocato Gian Filippo Schiaffino

“ha seguito tutte le regole e le prescrizioni anche nella fase post operatoria”.

Inoltre ha  sottolineato come non sia stato l’unico ad operare la donna. Al vaglio dei magistrati sono stati raccolti anche i titoli ad operare del chirurgo. Nell’aprile 2018 la Procura ha delegato i Nas a perquisire lo studio-appartamento del medico.